Psico-oncologia in Campania, i dettagli della legge regionale

Istituito anche l’Osservatorio regionale permanente sull’assistenza psico-oncologica. Palazzo Santa Lucia si è dato sei mesi per attuarla
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La psico-oncologia è realtà in Campania. È stata pubblicata la legge regionale che riconosce il diritto dei pazienti oncologici all’assistenza psicologica. Votata all’unanimità dal consiglio regionale, è stata promulgata il 16 ottobre dal presidente della giunta regionale Vincenzo De Luca.

Palazzo Santa Lucia si è dato sei mesi per avviarla, come si legge negli otto articoli che la compongono. Un risultato importantissimo, che riconosce alla Campania il primato di prima regione del Mezzogiorno a legiferare in materia.

Peccato per la dotazione economica, che per il 2025 è di appena 60.000 euro e per i prossimi anni è da stabilire «nel rispetto degli equilibri di bilancio, con le rispettive leggi di bilancio», si legge all’articolo 7. Un investimento simbolico ma significativo per avviare un percorso che punta alla strutturazione stabile del servizio psico-oncologico nella sanità campana. Chi verrà in futuro deciderà, dunque, se destinare il servizio all’oblio oppure farlo sopravvivere e prosperare.

Il titolo della legge 33 del 2025 è «Disposizioni per l’istituzione, il potenziamento e l’integrazione dei servizi di assistenza psicologica ai pazienti oncologici e onco-ematologici». Si tratta del riconoscimento di un lavoro che, di fatto, è già presente in molti percorsi di assistenza alle persone affette da patologie tumorali. Una svolta che sancisce la nascita di una vera e propria rete regionale di psico-oncologia e segna un cambio di paradigma nella presa in carico del malato, che comprende anche familiari e caregiver.

Malati, famiglie e caregiver

Lo chiarisce l’articolo 1: la Regione, «al fine di tutelare i diritti sociosanitari degli individui, promuove il miglioramento dell’offerta assistenziale rivolta ai pazienti oncologici e onco-ematologici, nonché ai loro familiari e caregiver, attraverso la valorizzazione delle cure psico-oncologiche».

Si riconosce, quindi, «il diritto di ogni paziente ad accedere alle cure psico-oncologiche» affinché venga assicurato «il rispetto della dignità e dell’autonomia della persona, il bisogno di salute, l’equità nell’accesso all’assistenza, la qualità delle cure e la loro appropriatezza».

Un lavoro che deve innanzitutto servire ad «alleviare il distress emozionale e promuovere il benessere psico-sociale al fine di migliorare la qualità di vita delle persone con tumore e delle loro famiglie in ogni fase di malattia».

L’articolo 2 stabilisce come questo servizio si inserirà nella rete oncologica regionale, in linea con le raccomandazioni nazionali: saranno promosse convenzioni con Università, istituti di ricerca, società scientifiche per la formazione e l’aggiornamento degli operatori sanitari, così da «implementare le competenze psico-oncologiche a partire dal personale sanitario già in organico».

Inoltre, in ogni Gruppo oncologico multidisciplinare (GOM) dovrà essere presente «almeno uno psicoterapeuta esperto in psico-oncologia», figura chiamata a collaborare in tutte le fasi del percorso, dalla comunicazione della diagnosi fino al follow-up.

Anche nei reparti territoriali e ospedalieri sarà prevista «la presenza di uno psicoterapeuta esperto in psico-oncologia» per garantire continuità assistenziale e integrazione tra ospedale e territorio.

Aree di intervento

Molteplici le aree di intervento: dall’individuazione di fattori di rischio psicologico e il trattamento di disturbi psico-patologici eventualmente presenti, alla facilitazione del processo di accettazione e di adattamento alla malattia oncologica nel corso della sua evoluzione.

Si farà attenzione anche alla «promozione della relazione terapeutica con il team curante» e al «sostegno del paziente sul piano emotivo, la tempestività della presa in carico oncologica, una dimissione protetta con indicazione psico-oncologica territoriale-domiciliare ed una riabilitazione psico-oncologica», si specifica all’articolo 3.

In totale, sono undici gli ambiti gestiti dallo psicoterapeuta oncologico. Significativo il comma 2g: lo specialista interverrà «nei percorsi di oncologia diffusa per il superamento delle barriere ed ostacoli alla cura dei bisogni psicosociali fino al reinserimento sociale e al fine vita». Allo stesso tempo, supporterà «gli operatori sanitari per la prevenzione del burn-out» e i familiari per l’eventuale supporto al lutto.

La Regione Campania si è data sei mesi per attivare questi percorsi, a partire dalle convenzioni per la formazione fino all’individuazione degli specialisti presenti.

L’Osservatorio regionale

Contestualmente, all’articolo 5, la normativa dà il via libera alla costituzione dell’Osservatorio regionale permanente sull’assistenza psico-oncologica. Sarà composto da rappresentanti istituzionali, esperti universitari, società scientifiche e associazioni dei pazienti.

L’Osservatorio avrà il compito di «rilevare, analizzare e monitorare i dati» sull’assistenza psico-oncologica, promuovendo ricerche e progetti per l’effettiva applicazione dei principi della legge. Dovrà anche «valutare l’efficacia degli interventi regionali» e riferire annualmente al consiglio regionale i risultati ottenuti.

Nuovo primato

Armando Cozzuto

«L’approvazione del testo unificato rappresenta un passo fondamentale. Come Ordine abbiamo sostenuto sin dalle prime fasi questa proposta e abbiamo lavorato, in sinergia con il consiglio regionale e con le commissioni competenti, per far sì che la Campania fosse ancora una volta all’avanguardia in Italia per l’assistenza psicologica», il commento del presidente dell’Ordine degli Psicologi della Campania, Armando Cozzuto.

Una svolta anche culturale, che in Campania non rappresenta una novità. Sempre con il presidente Vincenzo De Luca è stato istituito il servizio distrettuale dello psicologo di base.

La legge fu approvata durante il Covid-19 a sostegno dei bisogni assistenziali emersi durante la pandemia. La norma fu impugnata dal governo dinanzi alla Corte costituzionale, che un anno dopo respinse il ricorso. Da allora la Campania ha un supporto psicologico di base presente in ogni distretto sanitario del territorio regionale. Un diritto al benessere psicologico riconosciuto per la prima volta da una Regione in Italia.

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