Il nome e l’esempio dei santi Luigi e Zelia Martin riecheggerà con ancora più forza in Africa. Questa mattina gli è stata dedicata una chiesa in Burkina Faso, per la precisione a Saaba, alle porte della capitale Ouagadougou.
L’opera è stata voluta e finanziata dalla Fraternità di Emmaus, movimento ecclesiale nato nella diocesi di Nocera Inferiore-Sarno e attivo da oltre due decenni nel Paese africano.
La chiesa sarà il cuore pulsante della “Cittadella della Carità – Luigi e Zelia Martin”, progetto promosso dalla Fraternità di Emmaus e coordinato da Progetto Famiglia Cooperazione Odv, organismo nato per rispondere alle profonde ferite sociali del Burkina Faso e per promuovere una spiritualità coniugale e familiare in quella terra.
La celebrazione di dedicazione
La Messa con la consacrazione dell’altare e la dedicazione della chiesa si è tenuta questa mattina alle 10.00 ore italiane. La celebrazione è stata presieduta da monsignor François Rouamba, arcivescovo emerito di Koupéla, che nel 2003 accolse la Fraternità di Emmaus in Burkina Faso e ha visto crescere quel piccolo seme di carità.
Il movimento è stato rappresentato ai massimi livelli dal fondatore della Fraternità di Emmaus, don Silvio Longobardi, e dalla responsabile della Piccola Famiglia di Emmaus (la comunità consacrata della Fraternità), suor Caterina Paladino. Dall’Italia presenti anche: Giovanna Pauciulo, responsabile dell’evangelizzazione della Fraternità, e Francesco De Maria, presidente di Progetto Famiglia Cooperazione Odv, oltre a tanti missionari, amici e membri del movimento ecclesiale. La liturgia è stata animata dalla Corale della parrocchia Sant’André di Saaba.



La benedizione del vescovo metropolita di Ouagadougou
La nuova chiesa è sorta in piena comunione con l’arcidiocesi locale. Il metropolita di Ouagadougou, monsignor Prosper Kontiebo, ha recentemente manifestato il suo sostegno presentando la Fraternità di Emmaus come «opera ecclesiale impegnata nella missione di evangelizzazione, di carità e di promozione della fede cristiana in seno alla nostra diocesi». Il presule ha lodato «la serietà, la devozione e lo zelo apostolico» della Fraternità, sottolineando «la ricerca della santità e la conformità con la dottrina e la disciplina della Chiesa».
L’opera dove sorge la chiesa
«La chiesa – si legge in una nota della Fraternità – sorge all’interno di un’opera che si estende per 40.000 m² e segna una nuova tappa. La chiesa si inserisce in una più ampia progettualità di annuncio e carità, secondo lo stile della Fraternità».
Già dal 2003, l’attività del movimento ecclesiale in Burkina Faso si è strutturato in maniera complementare. All’attività di evangelizzazione della comunità consacrata della Piccola Famiglia di Emmaus, si abbinano quelle di sostegno e promozione di Progetto Famiglia Cooperazione Odv.
La Chiesa, progettata dalla coppia di sposi Tonino e Giovanna Ciniglio, è stata pensata nei dettagli per avere un “sapore coniugale”.
È stata realizzata grazie al sostegno materiale e concreto di volontari di Progetto Famiglia Cooperazione Odv e della Fraternità di Emmaus.
Contesto minacciato dagli integralisti islamici
«L’evento assume un significato particolare nel difficile contesto del Burkina Faso, dove la minoranza cattolica (circa il 20%) è un pilastro sociale. Ma è anche un bersaglio della violenza terrorista di matrice islamista. In una società profondamente patriarcale, la scelta di dedicare la chiesa a una coppia di sposi santi vuole incarnare la “chiamata universale alla santità” del Concilio Vaticano II», spiegano dal movimento ecclesiale.
Don Silvio Longobardi: «Si aprono nuovi orizzonti missionari»
«È un passaggio molto significativo, che da una parte rappresenta il punto d’arrivo di una storia e dall’altra apre sicuramente altri orizzonti missionari. Questa chiesa è stata pensata, progettata con amore, ma sarebbe una cattedrale nel deserto se non fosse frammento di una storia, se non fosse il centro, il cuore di un’opera che poco a volta la Fraternità sta realizzando», le parole di don Silvio Longobardi.
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