L’icona che consolò la Valle e il mondo intero

Il 13 novembre Pompei rende grazie per i 150 anni dell’arrivo del quadro della Vergine del Rosario. Il cardinale Parolin presiederà la Celebrazione in memoria del dono che trasformò la “valle sconsolata” nel cuore della devozione mariana di san Bartolo Longo
Papa Leone XIV durante la Messa di canonizzazione di sette beati, tra cui Bartolo Longo, il 19 ottobre 2025 – Foto Vatican/Sir

Il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano, nominato da papa Leone XIV legato pontificio per la speciale ricorrenza, giovedì 13 novembre presiederà la celebrazione del 150° anniversario dell’arrivo del quadro della Madonna del Rosario a Valle di Pompei.

È considerato il giorno di nascita della nuova Città, per quanto il moderno Comune sia stato costituito solo nel 1928, un anno e mezzo dopo la morte di san Bartolo Longo, che ne fu fondatore insieme alla consorte, la contessa Marianna Farnararo De Fusco.

Nella Storia del Santuario di Pompei, il libro in cui sono narrati gli albori dell’opera pompeiana fino al 1879, Bartolo Longo – proclamato santo lo scorso 19 ottobre da papa Leone XIV – racconta, con la sua prosa descrittiva, il primo arrivo della venerata icona nella allora “valle sconsolata”: «Giunto in Pompei il Tortora col carretto, sull’Avemmaria della sera, aveva subito deposto il quadro aspettato nella cadente chiesuola parrocchiale consegnandolo ad uno dei tre missionari. Erano presenti varie persone, tra cui ricordiamo i tre mentovati missionari, il vecchio parroco, i sacerdoti fratelli Gennaro e Romualdo Federico, la famiglia della contessa De Fusco e altri. Ma come venne rimosso il lenzuolo che avvolgeva il quadro, e scoperta quella immagine, niuno poté frenare un certo sorriso (…). Tutti furon d’accordo nel giudicare che, così come era il quadro, non poteva esporsi in chiesa».

Era una tela logora che, quasi come per un prodigio, ogni giorno sembrava tuttavia divenire sempre più bella, secondo lo stesso san Bartolo, che l’aveva avuta – su indicazione del suo confessore, padre Alberto Radente – da suor Maria Concetta De Litala, del convento napoletano del Rosariello a Portamedina, nei Quartieri Spagnoli. Per trasportarla, purtroppo, ammise di non essere riuscito a trovare una soluzione migliore che affidarla al carrettiere Angelo Tortora, il quale inopinatamente l’aveva avvolta in un lenzuolo e l’aveva appoggiata sul carretto carico di letame con cui faceva ritorno a Pompei. Un carretto di letame: l’umiltà più assoluta.

Dopo un iniziale restauro, il quadro fu posto alla venerazione dei fedeli il 13 febbraio 1876. Nello stesso giorno, a Napoli, avvenne il primo miracolo per intercessione della Madonna del Rosario di Pompei: la dodicenne Clorinda Lucarelli, affetta da convulsioni epilettiche e giudicata inguaribile dall’illustre professor Antonio Cardarelli, guarì perfettamente.

Da allora sono state innumerevoli le grazie elargite dalla Vergine in ogni parte del mondo, come testimoniano i numerosi ex-voto e le migliaia di lettere che giungono ancora oggi al Santuario.

A partire dagli anni Settanta, per volere dell’allora arcivescovo-prelato, monsignor Aurelio Signora, l’anniversario del 13 novembre è celebrato con la discesa del quadro, che viene posto alla diretta venerazione dei fedeli, in modo che tutti possano contemplarlo da vicino.

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