Una lettera alle famiglie campane per sensibilizzare sull’importanza del voto, in particolare quello per le elezioni regionali.
A firmarla sono 40 associazioni campane espressione del mondo cattolico, sociale e familiare. Tra queste ci sono quella della presidente della Federazione Progetto Famiglia, Giovanna Abbagnara, del presidente dell’Azione Cattolica diocesana, Agostino Orefice, e del Forum regionale delle associazioni familiari, Nino Di Maio.
Ma non mancano i riferimenti di Ordine francescano secolare, Maestri cattolici, Rinnovamento nello Spirito Santo, ACLI e ANSPI.
Si chiede alle famiglie campane di non disertare le urne, di andare a votare con responsabilità, conoscenza e consapevolezza, per costruire una regione più giusta, solidale e a misura di famiglia.
«Lo diciamo ai genitori e ai nonni, ma anche ai giovani: dobbiamo, con conoscenza, consapevolezza e responsabilità, far sì che la Campania diventi migliore di come l’abbiamo trovata; che i nostri territori siano ancora più belli e che i servizi pubblici funzionino sempre meglio perché nessuno si senta isolato e abbandonato a sé stesso», si legge nella lettera.
Si raccoglie e rilancia, in qualche modo, l’appello dei vescovi che il 16 ottobre inviarono una missiva simile ai cattolici campani.
No al voto di scambio e al clientelismo
Una responsabilità, quella sollecitata dai firmatari della lettera, che «ci chiama, più che mai, a votare e farlo non per clientelismo, non per ricevere un “favore”. Il lavoro, un esame sanitario, una visita medica, un servizio sociale per i più deboli sono diritti, e dobbiamo esserne consapevoli e impegnarci affinché tutti possano goderne. Il voto di scambio o, peggio ancora, la compravendita del voto, è un danno enorme per noi e per i nostri giovani». Su questo si chiede alle «forze dell’ordine e alla magistratura di porre la massima attenzione».
Merito e competenza
Merito e competenze sono le parole d’ordine: «Troppo spesso, infatti, troviamo persone prive di capacità o competenze in ruoli chiave, solo perché “fedeli” al politico o al partito di turno».
Un voto responsabile necessita di conoscenza e consapevolezza: «Conoscenza significa sapere chi si sta votando: la sua storia politica, la sua formazione, la sua professione, le sue competenze, ma anche il suo impegno concreto per la comunità. Occorre analizzare ciò che ha realizzato, a tutti i livelli: con lo sguardo in particolare alla tutela della vita dal concepimento al suo termine naturale, con la tutela dei più deboli ed esclusi, gli “scarti” a cui ha fatto riferimento tante volte papa Francesco. Essere consigliere regionale non è un ministero improvvisato, e anche chi ha già ricoperto questo ruolo deve essere valutato con un’analisi puntuale di ciò che ha effettivamente fatto».
Cosa vogliono fare i politici?
Nella lettera – per leggerla clicca qui – viene chiesto di interrogare i politici su cosa vogliono «fare nei prossimi cinque anni per il benessere dei nostri figli? Per evitare che i nostri giovani continuino ad andarsene?». Insomma, le politiche per evitare lo «spopolamento delle aree interne» e contrastare la «denatalità».
Uno sforzo per essere elettori consapevoli: «Non bastano le parole: occorre leggere e verificare i programmi, perché – come si dice – verba volant, scripta manent».
Le famiglie sono «una grande forza per la Regione», se un giorno «decidessero di “scioperare”, la Regione si fermerebbe. Votare con consapevolezza e conoscenza è più che un dovere civico». Infine, è «fondamentale capire cosa si intende fare» e «con quali risorse».
Solleciti posti nel cuore delle famiglie, ma anche all’attenzione delle centinaia di candidati al consiglio regionale e dei sei pretendenti alla carica di presidente.
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