Ottobre non è un mese come gli altri, è il mese in cui i cammini ordinari di Azione Cattolica iniziano nelle realtà parrocchiali. Gli incontri grazie ai quali ragazzi, giovani e adulti vivono un cammino di fede tramite l’associazione
L’icona biblica del nuovo anno è quella della trasfigurazione dei discepoli tratta dal Vangelo di Matteo. Invece, il verbo che accompagnerà quest’anno è condividere. Si tratta di una parola composta che è la radice su cui si fonda tutto il cammino di AC.
La condivisione è vitale: senza non avrebbe senso sia l’appartenenza che la stessa identità associativa.
Usando una metafora, la condivisione nell’Azione Cattolica ha un approccio molto singolare, ovvero matematico. La condivisione è sintetizzata in una moltiplicazione e in una divisione: perché se si condivide una gioia, quella si moltiplica e diventa una gioia di tutti. E se si condivide una difficoltà o anche una sofferenza, questa pesa meno e viene supportata e sopportata da tutti.
Insomma, la condivisione è un con-dividere tutto ciò che di bello (o di difficile) si può vivere. Questa speranza trova fondamento e vitalità nello «stare lì», nell’incontro con la bellezza del volto di Cristo da portare nel proprio quotidiano e nelle proprie vite.
Nelle difficoltà che questo tempo pone proprio rispetto alla condivisione, l’Azione Cattolica in questo anno vuole mettere al centro le persone e far sì che con il condividere tutto possa essere vissuto in pienezza e nell’autenticità.
Quella autenticità che pone le basi per consolidare uno stile di fraternità forte e di amore vissuto. Buon anno associativo AC, non dimentichiamo mai di dire che per «noi è bello stare qui».
Il consiglio diocesano di AC
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