«Venite al Presepe con gioia, al Presepe venite festanti…» è il titolo del messaggio che il vescovo Giuseppe Giudice ha inviato alla Diocesi in occasione dell’ufficializzazione dell’allestimento del presepe in piazza San Pietro in occasione del Natale giubilare 2025.
Questa mattina, il bollettino della sala stampa vaticana ha ufficializzato la notizia.
Insieme alla terra dell’Agro nocerino-sarnese saranno presenti anche il comune di Lagundo e quello di Ultimo che doneranno l’abete rosso di circa 27 metri, mentre il Costa Rica donerà il piccolo presepe che abbellirà l’aula Paolo VI sul tema “Nacimiento Gaudium”.
Il messaggio del Vescovo
Per accompagnare l’ufficializzazione della notizia, il vescovo Giuseppe ha voluto inviare un messaggio alla Diocesi affinché il tempo dei preparativi non scorra invano.
Monsignor Giudice ha ricordato che l’idea è stata «accolta e maturata durante il pontificato di papa Francesco», ma ora «si realizza con la pacata presenza del Santo Padre Leone XIV».
Sfida e orgoglio per tutto il territorio
«Allestire il Presepe in piazza San Pietro, cuore del mondo, è una sfida, un impegno e un sano orgoglio per la nostra Diocesi e per la nostra terra, momento unico e singolare», si legge nel messaggio alla Città dell’Agro.
Sarà un «appuntamento solenne» che vedrà «tutti insieme, Popolo ed Istituzioni, dinanzi al Presepe, pensato e realizzato avendo come scuola e modello sant’Alfonso Maria de’ Liguori e i suoi canti natalizi».
Un percorso che non esclude nessuno e che ci chiede dei passi in avanti «verso la luce».
Abbandonare i sentieri di Erode
Avvicinandoci al Presepe, vogliamo abbandonare i sentieri di Erode, le vie buie o lasciate al buio dai figli delle tenebre: i sentieri della dignità calpestata; il bullismo a tutti i livelli; le volute di fumo che non è incenso; le strade segnate dalla prepotenza che minaccia la pace; la poca attenzione al creato e alla bellezza della terra; lo sfruttamento di tanti; la realtà di una politica poca attenta alla polis; la dispersione scolastica e la movida che diventa mala – movida, le tante strade e autostrade dove ogni notte muoiono i nostri giovani, rubandoci i segni di speranza».
Questi, infatti, «non sono sentieri di Betlemme e di luce; sono un Natale rovesciato dove l’umano, casa di Dio, è calpestato, mortificato e annullato, cielo senza stelle», scrive il vescovo.
Portiamo in San Pietro il meglio di noi
«A tutti rivolgo l’invito con entusiasmo: “Venite al Presepe con gioia, al Presepe venite festanti…” A Roma, nel Presepe dinanzi al Bambino, vogliamo e dobbiamo portare il meglio di noi e della nostra terra; dicendo di no – con coraggio e forza! – a cominciare dalla nostra vita, a tutto ciò che Natale non è, e affatica e blocca il nostro cammino di Pellegrini di Speranza, offuscando un futuro onesto, sicuro e aperto al nuovo».
Fare di ogni casa un piccolo presepe
Infine, l’invito a partecipare con la raccomandazione: «Fate di ogni casa, di ogni luogo, di ogni cuore un piccolo Presepe dove al centro c’è posto per il Signore della vita, il quale non viene a mortificare, ma solo ad arricchire e dare valore alla nostra esistenza».
La nota del Governatorato
La nota del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano scende nei dettagli. «Dalla provincia di Salerno, in Campania, dalla diocesi di Nocera Inferiore-Sarno, arriva il Presepe che sarà allestito sempre in Piazza San Pietro. Si tratta di una rappresentazione che riprende elementi tipici della zona nocerina. In particolare, il Battistero Paleocristiano di Nocera Superiore, insieme con la fontana Helvius situata in Sant’Egidio del Monte Albino e una tipica casa dei cortili dell’Agro nocerino», si legge.
«L’opera rappresenta il Mistero dell’Incarnazione, integrando simboli religiosi, elementi del territorio e figure esemplari della spiritualità locale. In particolare, al piano terra, vi è raffigurato un pastore con i tratti del Servo di Dio Don Enrico Smaldone, insieme con due fanciulli, il quale sta per salire una scala che indica Cristo come unico Centro del percorso educativo. Su un lato si nota una casa che vuole ricordare i cortili tipici delle abitazioni locali, con un ampio portale in tufo grigio nocerino che permette di accedere a un ampio ambiente. Vi è rappresentato un quadro della Vergine delle Tre Corone di Sarno, la cui immagine è realizzata dai maestri infioratori dell’Infiorata di Casatori. Al centro vi è Sant’Alfonso Maria de’ Liguori che, seduto al clavicembalo e contemplando il mistero dell’Incarnazione, intona “Tu scendi dalle stelle” accompagnato da due bambini. Nello stesso interno, vi è un orologio a pendolo che ricorda come Sant’Alfonso ad ogni rintocco di ora ripeteva un’Ave Maria».
Una struttura composita, come evidenziano dalla Santa Sede: «Al piano superiore, è raffigurato uno spaccato del Battistero Paleocristiano di Nocera Superiore, con 12 colonne che sorreggono quello che rimane della cupola. Una donna al balcone guarda con meraviglia ciò che sta accadendo. Al centro è rappresentata la scena principale con Gesù, Maria e Giuseppe con il bue e l’asino, i Re magi che adorano il Bambino e una pastorella che offre le ricchezze del territorio diocesano (verdura, carciofi, noci, cipollotto nocerino, pomodoro San Marzano, corbarino). A due zampognari è affidato il compito di accompagnare la scena con la musica. Vi sono anche altri personaggi, come un pastore con i tratti del Servo di Dio Alfonso Russo, per simboleggiare il valore della sofferenza e del volontariato».
Il richiamo al Giubileo: «In fondo un pescatore, con una grande àncora, indica la Porta Santa aperta della Basilica di San Pietro, simbolo del Giubileo. Sulla sinistra della scena, un angelo annuncia a un pastore dormiente e al suo aiutante l’Incarnazione del Verbo. Una scala con un cancello in ferro battuto sono il simbolo del passaggio dalla vita vecchia a quella nuova in Cristo. Tutta la scena è dominata da una grande stella cometa luminosa con la sua coda a forma di àncora. Completano la Natività le figure dei pastori in stile napoletano, che si ispirano alla scuola del periodo settecentesco».
Il presepe del Costa Rica per l’Aula Paolo VI
“Nacimiento Gaudium” è il tema scelto dal Costa Rica per la Natività dell’Aula Paolo VI. Opera dell’artista costaricana Paula Sáenz Soto, questo presepe vuole evidenziare non solo il messaggio di pace del Natale, ma lanciare un appello al mondo, affinché venga protetta la vita fin dal suo concepimento.
- Presepe in Vaticano: lunedì lo svelamento con 4.000 pellegrini e tante istituzioni locali
- Vite digitali: tra schermo e realtà
- A Pagani con Airone il teatro è per tutti. Un successo la stagione 2025/2026
- La guerra non è sconosciuta
- Non solo fede: il presepe è arte, inclusione e memoria condivisa

