San Francesco d’Assisi: è festa a Bagni di Scafati

Fede, tradizione e momenti di comunità. Un appuntamento che unisce devozione religiosa e partecipazione popolare
La statua di san Francesco venerata nel santuario di Santa Maria dei Bagni

“San Francesco, fratello e padre nella fede”: la nostra parrocchia è in festa. In questi tempi di incertezze e paure, la voce di Francesco si alza più forte che mai. “Il Signore ti dia pace”: è questo il dono che la nostra comunità parrocchiale ha invocato e condiviso.

Ogni anno la festa di san Francesco d’Assisi diventa per la comunità di Scafati un’occasione di grazia, di preghiera e di rinnovata fraternità.

La festa è iniziata il 25 settembre e continuerà fino al 6 ottobre. Il Santuario di Santa Maria dei Bagni vive ancora più intensamente la sua vocazione di luogo di incontro e fraternità: la fede del popolo di Dio trova voce e calore nell’ascolto della Parola, nella preghiera comunitaria e nei segni concreti della devozione al Patrono d’Italia.

San Francesco non è soltanto un ricordo da custodire, ma un padre nella fede che continua a parlare al cuore degli uomini e delle donne del nostro tempo. La sua scelta di vivere il Vangelo nella radicalità e nella semplicità rimane una luce che illumina anche i nostri passi, spesso incerti e appesantiti dalle fatiche quotidiane.

La preparazione alla festa ha avuto il sapore del raccoglimento e dell’incontro fraterno. I cenacoli francescani con la reliquia del Poverello di Assisi hanno permesso a tante famiglie di riscoprire la gioia di ritrovarsi insieme attorno alla Parola di Dio, meditando la vita del Santo che si è fatto fratello di tutti.

La celebrazione quotidiana della Messa, del Santo Rosario e le Corone Francescane, hanno scandito i giorni della novena, aiutando la comunità a immergersi nello spirito di Francesco: povero tra i poveri, amante del creato, cantore della fraternità universale.

Il cenacolo nelle famiglie

In festa con i bambini

Un momento speciale è stato quello vissuto il 28 settembre con i bambini che hanno ricevuto la Prima Comunione, a ricordare che la fede è un dono che cresce e si trasmette di generazione in generazione.

Già il giorno precedente, il 27 settembre, il Santuario si era riempito di allegria: bambini del percorso del catechismo, dell’Oratorio, gli Araldini – e anche altri che hanno partecipato solo per la gioia di stare insieme – hanno giocato con semplicità e divertimento, concludendo con una merenda condivisa. Bambini in festa con san Francesco e per san Francesco.

Don Mimmo con i bambini della prima comunione

Benedizione degli animali

Altrettanto importante e significativo è stato il gesto della benedizione degli animali, segno di quell’attenzione di Francesco per ogni creatura vista come sorella e compagna di cammino. In questi segni semplici, ma pieni di significato, la comunità ha riconosciuto l’attualità del messaggio del Santo: la fede non è teoria, ma vita che si esprime nella cura, nella tenerezza e nel rispetto per tutto ciò che ci circonda.

Il 3 ottobre, memoria del Transito di San Francesco, permette a noi tutti di rivivere l’ultimo abbraccio terreno del Santo con i suoi fratelli. Un momento commosso, rendiamo grazie per un testimone che ha saputo vivere fino in fondo il Vangelo, in una straordinaria e semplice autenticità, senza compromessi.

Il 4 ottobre, solennità del Patrono d’Italia, le Messe accompagnano i fedeli verso il momento più atteso: la processione con la statua di san Francesco per le vie della contrada. Tra canti, preghiere e sguardi colmi di fede, la statua del Poverello attraversa le strade, portando benedizione e richiamando tutti a una vita di semplicità, fraternità e condivisione.

La festa si conclude nella gioia comunitaria con lo spettacolo pirotecnico, segno di un popolo che, anche nella festa esteriore, sa custodire il cuore spirituale di questi giorni: la sequela di Cristo sulle orme di Francesco.

Una scelta che oggi più che mai appare necessaria, per costruire una Chiesa e un mondo che sappiano essere segno di fraternità, speranza e luce.

Il 5 ottobre il concerto di Franco Moreno, Marco Calone e Annarita Giordano.

Raffaella Caputo

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