Il 53esimo pellegrinaggio diocesano a Lourdes, organizzato dalla PUACS e presieduto dal vescovo Giuseppe, è stato scenario di tante piccole grandi storie per coloro che vi hanno preso parte.
Tante anche le prime volte, come per Chiara Coppola, una giovane di San Valentino Torio, al suo primo pellegrinaggio a Lourdes, dove ha vissuto l’esperienza del servizio come sorella degli ammalati.»
Ha vissuto cinque giorni di pausa dalla frenesia giornaliera, dando ascolto a un ritmo diverso, scandito da preghiera e riflessione: «Per molti, me compresa, alcuni spazi di Lourdes hanno rappresentato un porto sicuro, dove la mente e il cuore si volgono alla ricerca di ascolto, non solo di risposte. Mi sento grata per quanto vissuto e sentito sulla pelle, per gli occhi lucidi condivisi con amici e sconosciuti, ma che in quei momenti ho percepito vicinissimi a me. Sembrava di riconoscere tutti noi in quella “moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, popolo e lingua”».
Ancora più significativo è stato per lei vivere per la prima volta la bellezza di quei luoghi prestando servizio con la PUACS: «Arrivare a Lourdes e viverla per la prima volta da volontaria mi ha dato l’emozione di regalare un sorriso a chi soffre e la responsabilità profonda di dare sollievo ai più deboli, permettendomi di vivere intensamente ogni momento. Ho capito subito che è uno scambio reciproco e un’esperienza da rivivere, in cui si fondono la testa, presa dal senso di responsabilità, e il cuore, volto alla preghiera. Ogni piccolo gesto – spingere una carrozzina, dare un bicchiere d’acqua, fare compagnia con uno sguardo o una parola – è stato per me un modo per voler bene».
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