Protezione civile. Il vescovo Giudice: «Un ministero per costruire una città più umana»

Durante la Giornata della protezione civile a Nocera Inferiore il vescovo ha richiamato al valore del volontariato, della prevenzione e della sicurezza come impegno quotidiano per il bene comune
La Messa al Pala Coscioni per la Giornata della Protezione civile – foto Ciro Esposito

Giornata della protezione civile a Nocera Inferiore. Questa mattina l’appuntamento al Pala Coscioni di viale San Francesco. Centinaia di volontari e le scolaresche della città hanno partecipato, insieme alle istituzioni, alla giornata di festa.

L’iniziativa si è aperta con la Messa presieduta dal vescovo monsignor Giuseppe Giudice. L’iniziativa, organizzata dal Comune, ha visto la partecipazione dei primi cittadini dell’Agro nocerino-sarnese, delle forze dell’ordine e della prefettura, tutti accolti dal sindaco Paolo De Maio.

Negli spazi esterni, c’è stata l’esposizione dei mezzi della protezione civile, segno visibile di un impegno quotidiano al servizio della comunità.

Nell’omelia, il vescovo Giudice ha espresso «grande gioia» per l’incontro con questa realtà che ha definito «parte importante e necessaria della società». La costruzione di una civiltà nuova, ha ricordato, è compito di tutti: «Ognuno con il proprio contributo, anche se a chiamarci sono voci diverse. È un impegno da vivere con gioia, senza cedere alla rassegnazione».

Il vescovo ha legato la riflessione alla memoria liturgica di san Pio da Pietrelcina. «Padre Pio ci insegna che per custodire la vita degli altri occorre custodire la propria», ha sottolineato. Il santo di Pietrelcina, attraverso la sofferenza, ha mostrato come la fede diventi concreta, fondando anche un ospedale perché l’uomo fosse curato non solo nello spirito ma anche nelle sue fragilità. «La sanità – ha ribadito Giudice – mette al primo posto la persona: questo ci aiuta a comprendere il senso del servizio della protezione civile».

Non rassegnarsi al male

Lo sguardo si è poi allargato alle difficoltà del nostro tempo. «Viviamo giorni inquieti: città travolte da frane e alluvioni, il creato violentato, cortei per la pace che si trasformano in guerriglia, strade bagnate di sangue. Le cose non devono andare così».

Da qui il richiamo alla missione della protezione civile, nata anche grazie all’intuizione di Giuseppe Zamberletti: «Non solo emergenza, ma prevenzione e educazione alla sicurezza. Il vostro è un ministero prezioso», si è rivolto ai volontari.

La Messa al Pala Coscioni per la Giornata della Protezione civile – foto Ciro Esposito

«Cari giovani, il volontariato non è tempo sprecato»

Il vescovo ha poi parlato ai tanti giovani presenti al Pala Coscioni, invitandoli a scoprire nel volontariato «una ricchezza e non tempo sprecato».

E ha sollecitato le istituzioni a sostenere queste forze intermedie «che fanno crescere la società», evitando logiche di contrapposizione sterile: «Non dobbiamo arrenderci al male, ma servire insieme il territorio, senza dividerci per colori».

Il vescovo ha denunciato la criminalità che ancora segna le nostre terre e le liti che si trasformano in tragedie, ma ha insistito sulla necessità di far crescere il bene comune: «Chiediamo a san Pio il segreto per custodire la città, perché anche il più povero, l’ammalato, il lontano e il difficile si sentano accolti. Non accontentiamoci: sogniamo una città in cui tutti siano amati e non minacciati».

Il vescovo benedice i mezzi della Protezione civile – foto Ciro Esposito

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