La natura dei meccanismi di difesa, inizialmente concepita da Sigmund Freud in un’ottica meccanicistico-fisiologica, mirava a una spiegazione clinica delle nevrosi e a sostituire termini psicologici con quelli fisiologici o chimici.
Successivamente, la prospettiva psicodinamica ha ricondotto i meccanismi di difesa all’Io, attribuendovi interessi, scopi, moralità, valori e ideali, e riconoscendo la capacità dell’Io di assorbire anche gli istinti dell’Es. Non sono quindi un semplice dispendio di energia per inibire gli istinti, ma veri e propri desideri, fantasie e modificazioni della rappresentazione e dell’enfasi, attingendo all’originalità dell’Io e non assimilabili a risposte automatiche. Essi frenano l’emergere della consapevolezza di “qualcosa” ma offrono anche una gratificazione vicaria.
L’uso dei meccanismi di difesa può essere “statistico” o “metrico”, come dimostrato da una ricerca su adulti che ha rilevato una correlazione tra maggiore adattamento e meccanismi maturi, e tra meccanismi immaturi e maggiore disadattamento.
Questo modo di intendere le difese si avvicina agli stili di personalità, suggerendo che un meccanismo di difesa nasca più dal livello evolutivo e dall’organizzazione difensiva che dal conflitto impulsivo.
I meccanismi di difesa sono strutturati in diverse categorie: narcisistici, immaturi, nevrotici e maturi.
Narcisistici
Comuni nei bambini piccoli e negli adulti durante sogni e fantasie. Alterano la realtà e appaiono bizzarri, resistendo alla psicoterapia tradizionale e modificabili solo con la maturazione o il superamento di stress. Includono proiezione delirante, negazione psicotica e distorsione.
Immaturi
Frequenti tra i 3 e i 16 anni, in persone con disturbi affettivi o di carattere e negli adulti in psicoterapia. Alterano lo stress legato a minacce all’intimità interpersonale e portano a problemi comportamentali. Possono evolvere con la psicoterapia o relazioni favorevoli. Includono proiezione, fantasie schizoidi, ipocondrie, comportamenti passivo-aggressivi e acting out.
Nevrotici
Comuni in individui sani sotto stress o con disturbi nevrotici. Alterano sentimenti ed espressioni istintuali, appaiono come stranezze e rispondono all’interpretazione psicoterapeutica. Comprendono intellettualizzazione, repressione, spostamento, formazione reattiva e dissociazione.
Maturi
Trovati in individui sani tra i 12 e i 90 anni, sono complessi e dipendono da un’identificazione che sostituisce una coscienza primitiva con un Io ideale. Appaiono come virtù e possono regredire sotto stress. Includono altruismo, umorismo, soppressione, anticipazione e sublimazione.
L’analisi dei meccanismi di difesa è utile nella fase diagnostica, ma poi il percorso terapeutico si concentra sul cambiamento piuttosto che sull’ingegneria psicologica. La loro conoscenza precisa non avrebbe utilità se non portasse a un cambiamento della persona e a una maggiore libertà di trascendersi.
