La Basilica di Materdomini si è mostrata nella sua veste più bella in occasione della trasmissione della Messa su Rai 1. L’appuntamento domenicale oggi è andato in onda dal Santuario di Nocera Superiore, che è stato ammirato dai fedeli e devoti della Madonna bruna sparsi in tutto il mondo.
La celebrazione, infatti, è andata in diretta sulla rete ammiraglia della Rai, ma è disponibile pure su Raiplay. Tanti coloro che hanno voluto assistere in presenza, con la chiesa gremita di persone.
La Messa è stata presieduta dal vescovo monsignor Giuseppe Giudice e concelebrata dal ministro provinciale dei Frati minori, padre Antonio Ridolfi, e dal guardiano padre Andrea Mazzocchi.
La regia è stata curata da Michele Totaro, mentre il commento è stato a cura di Carolina Zaccarini. Il servizio liturgico è stato prestato dai seminaristi della Diocesi e dai chierici dei Frati minori. I canti sono stati eseguiti dal coro Matricanto diretto dal maestro Andrea Donadio.
L’omelia
Nel cuore dell’estate, mentre il cielo di agosto si fa teatro del desiderio e della ricerca, la voce di monsignor Giuseppe Giudice è risuonata dalla Basilica di Santa Maria Materdomini.
In quest’antica chiesa giubilare, custodita dai figli di san Francesco, si è levata una parola di luce e di speranza.
«Cristo è la stella radiosa del mattino», ha ricordato il vescovo. E la fede è la stella che orienta il nostro cammino nella notte del mondo. Non è solo poesia o suggestione estiva: è la realtà concreta di un popolo in cammino.
Mentre molti, nella notte di san Lorenzo, guarderanno il cielo per cercare una stella cadente e un desiderio da esprimere, la Chiesa, ha detto monsignor Giudice, indica un’altra stella: «Guarda la stella, invoca Maria. È Lei, la Madre del Signore, la Stella del Mare, che precede la Chiesa pellegrina nel tempo e la guida nel cammino verso l’eternità».
La fede come cordata di speranza
Nell’omelia il pastore ha richiamato la Lettera agli Ebrei e il ritornello: «Per fede, per fede, per fede…». È per fede che si va avanti, anche tra le prove, anche quando la casa sembra vuota, quando la vita si fa fatica. Ma la fede non è mai un atto solitario: è una cordata, una trasmissione da cuore a cuore, da piede a piede. È la Chiesa intera, giovane e gioiosa, che avanza con le lampade accese, come servi che attendono il padrone.
E in questa attesa, fatta di giorni spesso feriti e di speranze da riaccendere, Maria ci accompagna, «segno di sicura speranza», donna vestita di sole, madre di misericordia.
Monsignor Giudice ha scelto di rileggere le parole del poeta Giovanni Pascoli. La poesia X Agosto, così nota per la sua visione drammatica e disincantata del dolore umano, è diventata chiave di lettura del nostro presente: le rondini uccise, i bambini abbandonati, gli uomini stroncati nei loro nidi. Ma tutto questo – ci avverte – non è solo letteratura. È la realtà di un’umanità ferita, spogliata della dignità, troppo spesso incapace di vedere l’altro come dono.
Eppure, anche in questo scenario segnato dal male e dall’ingiustizia, il cristiano non resta a guardare. Non grida con disperazione, ma si nutre di speranza. Non si arrende all’oscurità, ma accende la lampada della fede. E riconosce in Cristo, Crocifisso e Risorto, l’unico capace di donare perdono e vita.
Artigiani della civiltà della speranza
In questo tempo segnato da troppe solitudini e da troppi silenzi, monsignor Giudice ha invitato tutti – presenti nella Basilica e collegati da casa – a non smettere di guardare il cielo. Non per evasione, ma per riscoprire la meraviglia. Per accogliere il segno eloquente del cielo: quella donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e la corona di dodici stelle. È Maria, la Madre, che ci ricorda che l’attesa non è vana, che ogni dolore può trasformarsi in canto, che ogni notte può diventare Pasqua.
E così, alimentati dalla Parola, nutriti dall’Eucaristia, “figli della Pasqua e dell’Alleluia”, siamo chiamati a diventare artigiani della Civiltà della speranza.
«Lieti nella speranza (Rm 12,12) riguardiamo il cielo stasera e il Signore ancora ci sorprenderà con un suo segno eloquente: Un segno grandioso apparve nel cielo: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e, sul capo, una corona di dodici stelle (Ap 12,1)», ha detto il vescovo.
Maria è la maestra: «E con Lei, vestita di sole, la nostra attesa sarà meno lunga perché intessuta nello stupore e nella meraviglia, doni da condividere nella litania dei giorni, nell’attesa dell’Ottavo giorno, il Suo, che sarà per grazia anche il nostro».
La cartolina
Prima e dopo la celebrazione dal Santuario, ricevendo e restituendo la linea al programma A Sua immagine condotto da Lorena Bianchetti, è andata in onda una cartolina che ha presentato la fede, la storia, le tradizioni e l’economia legate alla città di Nocera Superiore.
Le immagini sono state girate nei giorni scorsi. Si è potuto ammirare il Battistero, gli scavi di Nuceria, il Santuario della Madonna di Loreto, i campi e la produzione di pomodori pelati.
Un momento importante anche di visibilità per l’intero territorio e per far conoscere Nocera e la devozione alla Materdomini non solo in Italia.
La Messa si inserisce nella novena in onore della Materdomini iniziata all’alba dello scorso 6 di agosto e che si concluderà il 14 mattina, quando i pellegrini arriveranno in Basilica accompagnando i tradizionali carretti devozionali.
Nello secolare pellegrinaggio si inserisce, da due anni, anche il pellegrinaggio diocesano dei giovani, quest’anno di rientro dal Giubileo dei Giovani.
Il pellegrinaggio dei giovani
Il messaggio del secondo pellegrinaggio diocesano dei giovani a Materdomini è: «…E c’era la madre di Gesù» (Gv 2, 1).
È la parola che «ci accompagnerà nella preparazione e celebrazione del pellegrinaggio giubilare. Siamo invitati a scoprire e riscoprire la presenza della Madre nella vita di Gesù, della Chiesa e nostra per camminare più spediti, e senza smarrirsi, sui sentieri della speranza», ha scritto monsignor Giuseppe Giudice.
La proposta del pellegrinaggio dei giovani fu formulata dal Vescovo nel 2023, durante la Messa dell’alba che chiude la novena in onore della Materdomini, il 14 di agosto.
Alla presenza di tanti ragazzi, gli sembrò quasi naturali proporgli di mettersi in cammino, come giovani della Diocesi, per affidarsi alla Madre del Signore.
Un appuntamento che si rinnova anche quest’anno. Nel 2024 il tema era «Madre, Vogliamo vedere Gesù (Gv 12,21)», nel 2025 sarà «…E c’era la madre di Gesù» sempre tratto dal Vangelo di Giovanni.










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