Il Santuario di Mater Domini: sotto lo sguardo di Maria

Il Santuario mariano di Nocera Superiore: crocevia di fede e devozione millenario
Il tempietto in marmi policromi che custodisce l’icona della Mater Domini – Foto Salvatore Alfano

Il Santuario di Materdomini è uno dei più antichi della Campania. La storia narra che nel 1041 una contadina ebbe una visione della Madonna, la quale la invitava a scavare sotto ad una quercia. Le prime ricerche non ebbero esito positivo, ma si continuò a scavare e venne trovato l’icona della Santa Vergine che venne chiamata “Mater Domini”, Madre del Signore.

Il Santuario fu costruito su una precedente chiesetta (consacrata secondo la tradizione da papa Niccolò II il 1° maggio del 1061) per opera dell’abate Pietro Ferrara. Fino al 1631 rimase ai Preti Bianchi, poi passò ai Monaci basiliani e successivamente, il 29 settembre 1829, ai Frati minori, tuttora custodi del Santuario.

Pio IX nel 1923 diede all’edificio sacro il titolo di Basilica minore. Nel 1931 fu anche riconosciuto monumento nazionale. Adiacente al Santuario sorge il convento dei Frati minori, distrutto dai bombardamenti del 24 settembre 1943 e ricostruito e inaugurato nel 1947 dal ministro generale del tempo, padre Pacifico Perantoni.

Il Santuario, molto frequentato in ogni tempo dell’anno, è molto conosciuto per la festa che si svolge dal 6 agosto, quando inizia la novena, e culmina nella notte tra il 14 e il 15 agosto.

La festa risale, secondo la tradizione, addirittura alla fondazione del Santuario.

Trovandosi il papa Niccolò II a consacrare la prima chiesa, dal cielo vide scendere un cartiglio che riportava: «Chiunque verrà in questo luogo per tutto il 15 agosto sarà mondato da tutti i peccati». Il Papa, testimone oculare del prodigio, concesse l’indulgenza plenaria. Lungo i secoli si sviluppò il grande pellegrinaggio, soprattutto notturno a causa del caldo, che continua ancora oggi.

Dal 6 agosto ogni giorno i pellegrini si ritrovano alle 4.15 dinanzi al portone della Basilica per invocarne l’apertura; alle 4.30, accompagnato dal suono delle campane, il rettore spalanca il portone e i pellegrini incontrano finalmente la mamma celeste; seguono le litanie e il Rosario. Alle 5.30 c’è la Messa nella Basilica gremita all’inverosimile.

L’apice della devozione lo si raggiunge l’ultimo giorno della novena, la mattina del 14 agosto.

I pellegrini, partiti a piedi da tutto l’Agro nocerino sarnese e oltre, arrivano al Santuario accompagnando i carretti infiorati e decorati che recano l’immagine della Madonna, trasportati a mano o dai cavalli; dietro ogni carro la processione dei fedeli. Alle 5.30 si celebra il solenne Pontificale presieduto dal Vescovo diocesano.

Per tutta la notte poi e per tutto il giorno 15, solennità dell’Assunzione di Maria al cielo, si susseguono le Messe e le confessioni.

Quest’anno, in occasione del Giubileo della speranza è possibile confessarsi ogni giorno dalle 10 alle 12 e dalle 18 alle 20. L’ultimo sabato del mese dopo la Messa delle 19 affidamento a Maria delle intenzioni di preghiera lasciate nella cassettina davanti al tempietto, processione aux flambeaux con l’immagine della Mater Domini e supplica alla Madonna. Nei tempi forti, ogni lunedì Lectio divina sul Vangelo della domenica.

Padre Andrea Mazzocchi

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