Nel periodo estivo aumenta la possibilità di avere contatti sgradevoli con alcuni organismi marini che possono indurre sintomi molto fastidiosi, come la tracina. L’esposizione cutanea alle sue spine provoca un dolore acuto intenso associato a gonfiore più o meno diffuso (di solito agli arti), indotto da tossine termolabili. Il dolore, che di solito si estingue in 24 ore, in alcuni casi può perdurare anche giorni.
La tracina è un pesce di piccole dimensioni, vive su fondali sabbiosi e rocciosi del Mediterraneo, a bassa profondità. Si mimetizza facilmente col fondale e, se irritato, utilizza le pinne dorsali, che contengono gli aculei velenosi. Per la tossicità, l’abitudine a mascherarsi e l’aggressività è un vero pericolo per i bagnanti. Nell’area colpita compare un dolore dapprima localizzato, poi via via più esteso.
La pelle diviene arrossata e gonfia, e facilmente può infettarsi.
Possono comparire sintomi generali, come mal di testa, vomito, febbre. I consigli per affrontare la puntura di tracina sono: immergere la parte colpita in acqua molto calda per almeno 1 ora (il veleno viene inattivato dal calore!); non applicare ghiaccio o acqua fredda; rimuovere eventuali frammenti di aculei; lavare e disinfettare accuratamente la ferita. Consultare il medico se compaiono sintomi generali o la ferita diventa rossa, gonfia o dolente nei giorni successivi.

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