«E la chiamano estate», cantava un nostalgico innamorato Bruno Martino. Prendiamo in prestito la sua canzone per declinare i modi in cui possiamo chiamare la nostra estate.
Sicuramente è rovente. Il cambiamento climatico è un dato di fatto, chi lo nega è un bugiardo. Le temperature delle ultime settimane, che hanno prostrato milioni di italiani e scalfito anche i più affezionati al solleone, sono il chiaro esempio del crinale intrapreso e dal quale non si potrà tornare indietro. Si può però rendere la discesa graduale, che nel tempo arresti la caduta. È compito dei governi. È responsabilità nostra. Richiede uno sforzo nelle minime cose, un’attenzione all’ambiente, al Creato, che ci consenta di provare a mettere un freno.
C’è chi la definirebbe cara. In questo caso la valenza è duplice. Cara per i costi, esorbitanti, per trascorrere pure una semplice giornata fuori porta. Ombrelloni e lettini, per non parlare dei parcheggi, hanno raggiunto prezzi esclusivi in cambio di servizi che vengono solo spacciati per tali. Le famiglie devono fare i conti con cifre altissime, di contro però gli stipendi sono fermi al palo.
È cara anche nell’accezione dell’affettività: per molti è la stagione preferita, la “stagione” come la definiamo in lingua napoletana, questo perché – cambiamento climatico a parte – rappresenta sicuramente un periodo di maggiore libertà, dello stare insieme.
E la chiamano estate perché è il periodo più bello per innamorarsi e giurarsi amore per sempre. I primi baci in spiaggia, complice la luna e il fruscio delle onde. I numerosi matrimoni – molti quelli civili, calano leggermente quelli religiosi – ravvivano le nostre comunità e sono occasione per ritrovarsi tra amici e familiari. Ma anche per le delusioni, tanti cuori spezzati destinati a rimarginarsi.
Per i più piccoli è gioia: per i giorni trascorsi con papà e mamma, per qualche momento al mare o in montagna, per i giochi in cortile o al campo estivo con tanti coetanei; gioia per la pausa da scuola.
Per i giovani che hanno appena superato l’esame di maturità è dubbio e incertezza. La gioia di aver completato il ciclo di scuola dell’obbligo apre difronte sfide importanti per il futuro: lavoro o università. Tanti, forse tutti i “maturi”, hanno già scelto, ma le incertezze sono dietro l’angolo. Il mondo dei grandi tanto agognato è qui, a portata di mano, e può spaventare perché poi questi grandi non sono tutti dei validi testimoni della maturità.
L’estate è il tempo dei sogni, delle cose rinviate e quelle da recuperare, della pausa di riflessione per poi riparlarne a settembre. L’estate, anche se calda e asfissiante, è il tempo della luce e della vita, dei campi che biondeggiano maturi. Le lunghe giornate consentono di non lasciare nulla al caso o indietro, di essere responsabili per sé stessi e il mondo.; per riflettere e dar vita a nuovi inizi.
Buona estate.
Iscriviti alla nostra newsletter per restare sempre aggiornato.
- Un presepe che resta nel cuore
- A Roccapiemonte, “ò ndreccio dei Vituosi”
- La speranza nella vita eterna
- Carnevale di Orta Loreto, 44 anni di storia e divertimento
- Decadimento cognitivo: seminario alla Biblioteca comunale di Nocera inferiore

