Nel cuore dell’Anno Santo della Speranza, in preparazione al Giubileo dei Giovani 2025, il vescovo monsignor Giuseppe Giudice ha rivolto un messaggio profondo e accorato ai giovani pellegrini in partenza per Roma.
Il testo integrale è pubblicato sul sito istituzionale della Diocesi.
Al centro del suo invito: Pier Giorgio Frassati, testimone gioioso del Vangelo, che sarà canonizzato il 7 settembre insieme al beato Carlo Acutis.
Papa Leone XIV ha scelto di canonizzarli insieme, mentre in principio erano previste due date diverse.
Un cammino di fede
«Vivere, non vivacchiare»: con queste parole di Pier Giorgio Frassati, monsignor Giudice accompagna spiritualmente i giovani della diocesi nel loro pellegrinaggio verso Roma.
Il vescovo presenta Frassati come esempio concreto e attuale di santità giovanile: un giovane che ha saputo vivere pienamente la fede nel quotidiano, con entusiasmo e impegno.
Un anniversario carico di significato
Nel 2025 ricorre il centenario della morte di Pier Giorgio Frassati, avvenuta il 4 luglio 1925. Nato nel 1901 a Torino, in una famiglia influente, fu attivo in ambito ecclesiale, sociale e politico. La sua vita fu radicata nell’Eucaristia, nella Parola di Dio e nella carità verso i più poveri.
Morì giovanissimo, a soli 24 anni, colpito da una poliomielite fulminante. La sua testimonianza, però, continua a ispirare intere generazioni.
La santità che nasce dalle cose semplici
«La sua è una vita breve, ma intensa», scrive il vescovo. La santità di Pier Giorgio Frassati non si manifesta in eventi straordinari, ma nell’ordinarietà vissuta con amore e coerenza: scuola, amicizia, sport, montagna, impegno sociale.
Frassati dimostra come la fede possa permeare ogni ambito della vita, rendendola piena e significativa. «Pier Giorgio incarna tutto ciò che costituisce il corredo di una gioventù sana e bella», sottolinea monsignor Giudice.
Pier Giorgio e Carlo testimoni del nostro tempo
Nel suo messaggio, il vescovo accosta la figura di Pier Giorgio Frassati a quella di Carlo Acutis, giovane del nostro tempo, appassionato di informatica e profondamente legato all’Eucaristia.
Due epoche diverse, ma un’unica direzione: Cristo. «Sono una sfida, un richiamo, una provocazione», scrive il pastore diocesano. La loro santità non toglie nulla alla vita, ma la orienta verso l’infinito, in un tempo segnato da incertezze e frammentazioni.

Giovani forti nella fede
Il messaggio si conclude con un passaggio ispirato alla Prima lettera di Giovanni: «Ho scritto a voi, giovani, perché siete forti; e la Parola di Dio dimora in voi e avete vinto il Maligno».
È un augurio e una promessa: i giovani sono forti quando si radicano nella Parola, nella fede e nella carità concreta.
Monsignor Giudice accompagna i pellegrini con la sua benedizione, affidandoli a due fratelli maggiori nella fede: Pier Giorgio Frassati e Carlo Acutis.
Un esempio per tutti
Pier Giorgio Frassati, con la sua giovinezza vissuta nella fede, continua ad essere un punto di riferimento per le nuove generazioni. Il suo messaggio è attuale e potente: vivere davvero, non accontentarsi di sopravvivere.
Roma li aspetta. La Chiesa li accoglie. E il mondo ha bisogno della luce dei giovani santi.
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