Un cestino di frutta fresca

In questi mesi la rubrica del Vescovo Giuseppe “La piccola sorella” ci sta accompagnando sulle pagine di Insieme regalandoci spunti di vita carichi di speranza.
Foto di Christelle Prieur da Pixabay

Un ricordo nitido che proviene dalla mia infanzia, mai dimenticato, e dal paese dove ho imparato ad attendere e nutrire il futuro. Era malato il parroco; da un po’ di tempo non lo vedevamo più in parrocchia, sempre elegante con la sua talare e lo stile sacerdotale. Le suore e altre persone della comunità pregavano e invitavano a pregare, noi bambini e ragazzi.

Poi capimmo che non era niente di serio, ma era costretto a casa e a letto per un po’ di tempo. Ci venne l’idea di andarlo a trovare; ma si può fare, è permesso, e come? Ieri, nel senso positivo, c’era una certa distanza dai superiori, ma anche dai genitori ed insegnanti.

Un gruppo di noi, i ministranti più fedeli, coltivò l’idea della visita come un fiore, una speranza da far crescere, ma ci serviva un aggancio, un tramite. Cercando lo trovammo tra i signori della parrocchia e ci fu dato l’appuntamento.

Andammo a trovare il parroco a casa sua; certo non tutti, ma una delegazione, ed io fui scelto tra questi. Secondo problema per noi ragazzi: andare con le mani in mano, o che cosa portare ad un parroco? Di nuovo consultazione attraverso i più vicini, ed ecco la soluzione: un cestino di frutta fresca. Raccogliemmo dei soldi tra di noi; ognuno quel po’ che poteva e il regalo, infiocchettato dalle suore, era pronto per essere consegnato. Anche noi eravamo pronti per l’appuntamento, entusiasti, con il cuore in gola e trafelati. Era a letto e ci accolse con un grande sorriso e un abbraccio degli occhi.

Spaesati, appoggiammo il cestino sul letto, il suo commento: «Grazie, perché se nella vita ci sono i fiori, ci saranno anche i frutti, e sempre freschi». Poi ci invitò a recitare un Ave Maria, ci benedisse, ci esortò ad essere buoni dandoci appuntamento in chiesa. Era il mese di maggio, e così dopo pochi giorni riapparve, ieratico come sempre, e sentimmo il profumo della speranza e della vita che riparte dopo ogni pausa e dopo ogni sosta.

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