Così agisce l’amore: l’esperienza di un gruppo di indiani residenti a Nocera

Circa 50 i volontari appartenenti alla comunità indiana residente a Nocera Inferiore che lo scorso aprile hanno aderito alla raccolta sangue dell’AVIS di Nocera Superiore.
I donatori dell’Associazione di Cultura e Sport Eudemonia di Nocera Inferiore

«In un mondo inquinato dall’individualismo, che spesso vede nell’altro più un nemico da combattere che un fratello da incontrare, il vostro gesto disinteressato e anonimo è un segno che vince l’indifferenza e la solitudine, supera i confini e abbatte le barriere. Il donatore non sa a chi andrà il suo sangue, né chi riceve una trasfusione sa in genere chi è il suo benefattore. E il sangue stesso, nelle sue funzioni vitali, è un simbolo eloquente: non guarda al colore della pelle, né all’appartenenza etnica o religiosa di chi lo riceve, ma entra umilmente là dove può, cercando di raggiungere, correndo nelle vene, ogni parte dell’organismo, per portarvi energia. Così agisce l’amore. Ed è significativo, in proposito, il gesto di stendere il braccio, che si fa nel momento del prelievo. Somiglia tanto a quello compiuto da Gesù nella Passione, quando volontariamente ha disteso il suo corpo sulla croce. È un gesto che parla di Dio».

Così papa Francesco lo scorso 9 novembre si rivolgeva ai membri della Federazione Italiana Associazioni Donatori di Sangue.

Il pensiero espresso dal compianto pontefice argentino molto probabilmente racchiude bene l’esperienza vissuta domenica 6 aprile da circa 50 donne e uomini appartenenti alla comunità indiana residente a Nocera Inferiore, i quali hanno per la prima volta donato il sangue, tra lo stupore (dovuto agli alti numeri) dei volontari dell’AVIS di Nocera Superiore, cui è toccato il compito di effettuare i prelievi.

Un bel momento di coinvolgimento e integrazione sociale promosso e coordinato dall’Associazione di Cultura e Sport Eudemonia di Nocera Inferiore, guidata dal dottor Paolo Attianese, medico specialista in Scienze dell’alimentazione e, nello scorso dicembre, insignito dell’onorificenza di Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica.

«Nel mio ambulatorio – ci ha spiegato Attianese – afferiscono molte persone di nazionalità indiana, alcuni anche non regolari, e poiché spesso essi necessitano di effettuare esami del sangue, li ho invogliati a effettuare questa donazione anche per avere un quadro della situazione di salute della comunità indiana. La speranza – aggiunge il presidente di Eudemonia – è che attraverso questo gesto essi possano essere realmente accolti e non visti come persone da respingere o sfruttare».

Eudemonia ha insita già nel nome – che in greco ha a che fare con la felicità e il benessere – la sua missione, ossia aiutare donne e uomini più svantaggiati a ricercare e trovare la felicità. Molti i progetti portati avanti di anno in anno a favore di disabili, detenuti, extra-comunitari, anziani.

Un’iniziativa, quella della donazione di sangue, destinata ad essere replicata molto presto. Altre decine di donne e uomini della comunità indiana di Nocera sono pronti a stendere il braccio per donare il proprio sangue e venire così in soccorso, nell’anonimato, a quanti avranno bisogno di una trasfusione.

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