Da tempo immemorabile la “presenza” di Maria, mamma di Gesù, nelle nostre terre è un “fatto” certo.
La comunità di Santa Maria dei Bagni invoca la sua materna protezione in ogni circostanza della vita. Con la festa a lei dedicata nel giorno dell’Ascensione, ricordiamo, a partire da un fatto accaduto secoli fa, il suo potere taumaturgico, la sua cura per gli ultimi, la sua pietà per i sofferenti. Invochiamo il suo intervento riconoscendola “salute degli infermi”. Qui a Bagni, Maria è la protagonista di un evento miracoloso: la guarigione inspiegabile di una malattia della pelle.

E ora che queste malattie le curiamo dal dermatologo, è finita la devozione? Le migliaia di persone che alzano gli occhi al quadro della madonna di Bagni non la pensano affatto così.
Alle sue mani affidano tutte le ansie e le aspettative della vita, lo smarrimento al cospetto di un mondo che sembra impazzito e al male che sotto tante forme ci attanaglia. Le “malattie” dell’anima non sono evidenti ma fanno malissimo. Chi se non la Madre celeste può lenire il nostro dolore? Nel giorno dell’Ascensione di Gesù al cielo, anche noi, come gli apostoli sentiamo lo smarrimento e la solitudine per l’assenza del Maestro, ma, c’è Lei, la Madre che veglia sui figli che il Figlio le ha affidato dalla Croce. Lei ci protegge con la forza e la tenerezza che ogni mamma ha per il suo “piccolo” che a lei si affida. E oggi, come allora, come sempre la nostra “pelle” guarisce al solo contatto di quelle mani che hanno accarezzato il Dio-Bambino.
Un rapporto che si rinnova con ancora più forza in questo anno giubilare, con il Santuario riconosciuto tra le chiese giubilari della Diocesi. Un’occasione importante che si vive attraverso una serie di appuntamenti dedicati, che scandiscono le settimane dell’Anno Santo 2025.
Nunzia D’Antuono
Iscriviti alla nostra newsletter per restare sempre aggiornato.
- Presepe in Vaticano: lunedì lo svelamento con 4.000 pellegrini e tante istituzioni locali
- Vite digitali: tra schermo e realtà
- A Pagani con Airone il teatro è per tutti. Un successo la stagione 2025/2026
- La guerra non è sconosciuta
- Non solo fede: il presepe è arte, inclusione e memoria condivisa
