Ogni anno la festa della Madonna dei Bagni richiama, in questa piccola contrada di Scafati, centinaia di persone. La tradizione vuole che la Madonna abbia guarito, per secoli, i malati che si sono bagnati nelle acque del “Fosso dei Bagni”.
Oggi, nel 2025, questa memoria si rinnova con una festa popolare con carri adorni di fiori e nastri multicolori, danze, canti e folklore. La tradizione impone un rituale preciso fatto di petali di rose con cui lavarsi il viso, canti popolari, le immancabili bancarelle con dolciumi, castagne, torrone, giocattoli e tante altre cose.
Dentro questa “giostra” di colori, suoni e profumi, nascosta dietro lo schiamazzo dei venditori di “cose” persiste un affetto filiale per la Vergine che si esprime nella gioia di essere ancora di fronte a lei per un altro anno. Il leitmotiv musicale e canoro è proprio questo: «Sono di nuovo qui, Madonna mia, e per questo ti ringrazio!».
La “devozione popolare” che suscita negli addetti ai lavori della Chiesa qualche perplessità, esprime, con modalità non precisamente canoniche, un trasporto filiale, un abbandono profondo e autentico alle cure della Madre.
In sintesi, il messaggio è questo: «Siamo ancora qui, mamma, è passato un altro anno, il bene e il male di questi 365 giorni lo deponiamo ai tuoi piedi, il futuro lo affidiamo a te, veglia su di noi e sulle nostre famiglie e, con il tuo aiuto, ci vediamo l’anno prossimo!».
Non è un trattato di teologia, è il linguaggio dei figli, quelli un po’ monelli, che a scuola non hanno imparato proprio tutto, che con le parole difficili non hanno molta confidenza, ma che il cuore della Madre riesce a leggere fino in fondo perché l’alfabeto dell’amore non ha bisogno di parole.
Nunzia D’Antuono
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