Storie di donne, Joy, Rita e Isoke si raccontano in “Sue”

Sabato pomeriggio ad Angri la proiezione del docu-film di Elisabetta Larosa.

Un docu-film per approfondire il tema della tratta degli esseri umani. È quanto si propone “Sue” di Elisabetta Larosa, Prodotto e distribuito dalla Movie Factory srl di Francesco Paolo Montini.

Tre storie, tre vite di donne riuscite a sfuggire alla persecuzione, alla vita sulla strada, che hanno “osato una speranza” restituendosi la dignità depredata cercando di mettere la propria esperienza al servizio degli altri.

Intorno a questo focus ruoterà la giornata di san Francesco di Sales 2023, che avrà una forte caratterizzazione sociale. Il ricordo del patrono dei comunicatori si svilupperà durante l’intero arco della giornata di domani, sabato 28 gennaio.

Al mattino, in Curia, ci sarà un incontro di formazione con i giornalisti sulla Carta di Roma. Il documento deontologico è una sorta di glossario che indica i termini esatti con i quali trattare, senza rischiare di essere discriminatori o inesatti, le questioni migratorie.

Il pomeriggio ci sarà un incontro aperto a tutti presso l’aula magna della parrocchia Santa Maria di Costantinopoli di Angri durante il quale sarà proiettato “Sue” e si potranno incontrare la regista e alcune protagoniste della pellicola. Il docu-film e le esperienze di Joy Ezekiel, Rita Aghoghovwia e Isoke Aikpitanyi daranno un volto e una voce a quanto spesso ascoltiamo di sfuggita, forse anche con pregiudizio, in televisione.

La questione migratoria, che sottintende quella della tratta degli esseri umani, è infatti tornata di grande attualità. I giornali, i telegiornali, i siti e le trasmissioni di informazione parlano di sbarchi, migranti, richiedenti asilo. Termini che nascondono storie drammatiche, con cui non sempre si è in grado di confrontarsi.

Dopo la proiezione ad Angri, giovedì 2 febbraio il film-documentario sarà proiettato presso la Filmoteca Vaticana.

Sue è riconosciuto dal ministero della Cultura come film di espressione originale italiana per il valore artistico.

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