La scuola nel 2023

Come si pone la scuola in un contesto così problematico?
ponti - scuola
Foto di Stefan Schweihofer da Pixabay

L’anno che verrà, che è già, sarà carico di speranze e propositi ma anche di disillusioni e timori. La crisi economica post pandemica e quella generata da una guerra di cui non si intravvede la fine renderanno la vita quotidiana di ciascuno di noi sicuramente poco spensierata. Come si pone la scuola in un contesto così problematico?

Da una parte si rende necessario fornire informazioni chiare sugli avvenimenti che avvolgono il mondo in questo momento storico. Quindi, lezioni di contemporaneità. Dall’altra bisogna offrire gli strumenti per saper interpretare gli eventi stessi al fine di potenziare il senso critico e il giudizio autonomo degli studenti.

Saranno più forti e determinate queste generazioni oppure le incertezze del futuro le renderanno più fragili?

La Storia ci viene in soccorso consegnandoci esempi di come i periodi di rinascita siano stati sempre preceduti da momenti bui. Basti pensare al Rinascimento con il rifiorire dell’arte o al Settecento con le sue rivoluzioni volte al raggiungimento della felicità e del libero pensiero. E, nel secolo appena trascorso, quello “breve” di Eric Habsbawm, al boom economico degli anni 60 che poneva in soffitta gli orrori di due guerre.  

Certamente il Duemila si è aperto in modo drammatico con l’attacco alle Torri gemelle, la pandemia e ora la guerra alle porte dell’Europa. Ma, se l’intuizione dei “corsi e ricorsi storici” di Giambattista Vico ha un fondamento, si può pensare ad una rinascita? 

La scuola ha un compito davvero impegnativo: informare e, al contempo, formare, cioè trasmettere valori. Quelli di sempre: libertà, uguaglianza, solidarietà sociale, valori umani e religiosi al contempo. 

Il 2023 ci impegnerà a far capire ai nostri giovani quanto essi siano irrinunciabili. 

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