«Attenti al “giardino” che il Signore ci ha affidato»

Il Vescovo ha incontrato e pregato con la comunità di San Potito in Roccapiemonte dopo gli allagamenti di venerdì scorso
La celebrazione nella chiesa di Santa Maria Addolorata – foto Insieme

Il Vescovo a San Potito dopo gli allagamenti di venerdì scorso: «Attenti al “giardino” che il Signore ci ha affidato». Il richiamo alla custodia del Creato è arrivato da monsignor Giuseppe Giudice durante la visita alla frazione di Roccapiemonte. Il Pastore ieri sera ha incontrato la comunità duramente colpita dagli allagamenti causati dall’esondazione del torrente Solofrana venerdì scorso.

Accolto dai sacerdoti mons. Carmine Citarella, don Giuseppe Villani e don Natale Gentile, e dal sindaco Carmine Pagano, il presule ha visitato il centro di Protezione civile comunale, incontrato i volontari e alcune famiglie danneggiate dagli allagamenti.

Il Vescovo al centro di Protezione civile comunale – foto Insieme

Successivamente, ha presieduto la Santa Messa nella chiesa parrocchiale di Santa Maria Addolorata, che si trova praticamente di fronte alla casa per anziani Domus Mariae duramente colpita dall’esondazione del Solofrana, con gli ospiti momentaneamente trasferiti a Villa Silvia.

Durante la celebrazione si è pregato per le vittime, per i soccorritori, per l’intera comunità rocchese e per una sempre maggiore corresponsabilità nella tutela del Creato.

Richiamo alla responsabilità

Un momento della celebrazione nella chiesa di Santa Maria Addolorata – foto Insieme

«Questa celebrazione – ha detto mons. Giudice – è la carezza del padre verso i figli. Sarei venuto anche prima, ma non l’ho fatto per non essere di impedimento nelle operazioni di soccorso e ripristino. Ringrazio i sacerdoti, gli amministratori, i volontari e quanti si sono prodigati per quanti hanno subito danni».

Strade ancora sporche di fango – foto Insieme

La Messa, ha rimarcato, è per «ringraziare per lo scampato pericolo, abbiamo rischiato grosso – ha sottolineato –, e per essere vicino a chi è stato danneggiato. Certe situazioni richiedono la nostra responsabilità, dobbiamo sapere prevenire nel tempo queste tragedie. Non possiamo prendercela con il Signore, il destino, il fato… Dobbiamo solo fare “mea culpa” per quanto sfregiamo l’ambiente e non lo custodiamo. Dobbiamo essere attenti al “giardino” che il Signore ci ha consegnato e non essere padroni distratti».

Richiamando le Letture, che facevano riferimento ai fiumi e agli elementi naturali come l’acqua e il fuoco, ha aggiunto: «Ci sono fiumi che rallegrano e fiumi che distruggono, acqua che porta vita e acqua che porta morte, fuochi che riscaldano e fuochi che distruggono. Sono realtà ambivalenti».

Conscio del rischio corso dalle famiglie e dagli ospiti della casa per anziani, il Vescovo ha invitato a riflettere: «Quando perdiamo delle cose è brutto, ma quando perdiamo le persone è una tragedia. Abbiamo scampato una tragedia».

Grazie ai giovani volontari: apprezzano la vita

La celebrazione nella chiesa di Santa Maria Addolorata – foto Insieme

Un passaggio è stato riservato ai giovani della Protezione civile comunale: «Sono qui per incoraggiare e ringraziare tutta la comunità rocchese. Ma in particolare voglio ricordare i tanti ragazzi volontari che dimostrano di apprezzare la vita, mettendosi al servizio del prossimo, oggi che è calpestata e disprezzata».

La visita di mons. Giudice è stata accolta con gioia dai residenti di San Potito. Il loro grazie è stato espresso dal parroco: «Grazie per questo gesto di paterna vicinanza in questo momento di difficoltà e di prova. La vostra gradita visita ci aiuta a non sentirci soli, a sentirci più Chiesa», ha detto mons. Carmine Citarella.

Sa. D’An.

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