Dossier regionale sulle povertà: i dati e la speranza

La presentazione è avvenuta all’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli. Il Dossier tratta di povertà materiale, educativa, ma anche di denatalità e occupazione
Il tavolo dei relatori per la presentazione del Dossier regionale sulle povertà 2022 – foto Insieme

«Di fronte alle povertà diciamo che si può fare qualcosa»: Ciro Grassini, coordinatore scientifico del Dossier regionale sulle povertà, apre alla speranza dopo aver elencato numeri negativi per la Campania.

È stato presentato ieri mattina, all’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli, il report annuale sulle fragilità che attanagliano la nostra regione. Una sede prestigiosa messa a disposizione dal rettore Lucio D’Alessandro.

Bisogni e povertà rintracciate nei centri di ascolto delle Caritas diocesane, che fanno un lavoro di ascolto e problem solving unico nel suo genere.

Lo ha sottolineato anche Carlo Borgomeo, presidente della Fondazione con il Sud: «Nel Sud la rete più importante nel sociale è la Caritas, è la presenza più rilevante».

I dati

I dati, dicevamo, non sono affatto positivi. Tutti gli indicatori mostrano una discesa in picchiata verso una profonda povertà e marginalità.

Il Dossier raccoglie e racconta, dal 2004, il lavoro caritatevole della Chiesa campana. Fa emergere la narrazione di vecchie e nuove povertà coinvolgendo 16 Diocesi, tra cui quella di Nocera Inferiore-Sarno, mostrando dati costanti nel tempo.

Nel 2021 sono transitati dai centri di ascolto Caritas «8.666 persone, che corrispondono ad oltre 27.000», se si considera che difficilmente una persona si presenta a chiedere aiuto solamente per sé stessa. Un dato nettamente inferiore a quello 2020, quando furono accolte 14.662 persone, ma superiore al 2019 quando bussarono alle porte delle diocesi campane 8.173 bisognosi.

Questo perché, ha analizzato Grassini, «alcuni fenomeni generati dalla pandemia hanno causato nuove reazioni da cui la popolazione emerge difficilmente».

Le richieste di aiuto arrivano in prevalenza dalle donne, nel 57% dei casi. La «loro situazione è drammatica» sia per inclusione sociale che per condizione lavorativa, ha evidenziato il coordinatore scientifico del Dossier regionale sulle povertà.

Il tavolo dei relatori per la presentazione del Dossier regionale sulle povertà 2022 – foto Insieme

Sono le donne a bussare alla Caritas perché «fanno da interfaccia tra famiglie e istituzioni». Inoltre, rispetto alla loro professione, nella maggior parte dei casi si tratta di casalinghe «non per scelta, ma per resa dinanzi alle difficoltà».

Rispetto al passato e alle altre regioni italiani, in particolare del Nord, sono i nostri connazionali a chiedere sostegno: il 76,3 %. «Un dato scaturito da fenomeni iniziati con la pandemia e non terminati». Una povertà soprattutto familiare, «di padri e madri di famiglia», in quanto l’80% degli italiani che si rivolge alla Caritas lo fa per il suo nucleo familiare.

Il Dossier sottolinea, inoltre, che la Campania non è terra stanziale per gli stranieri, «ma di passaggio», con appena 252.437 presenze.

Inquietante il dato sulla denatalità: «Si registra – ha rimarcato Grassini – una costante diminuzione della popolazione. In sette anni sono scomparsi oltre 220.000 abitanti, come se fosse scomparsa l’intera popolazione della provincia di Benevento. In prospettiva, passeremo dall’essere la regione italiana più giovane a quella più vecchia».

Si palesa all’orizzonte, quindi, la perdita del primato di natalità, mentre aumenta il fenomeno migratorio. «La Campania è la regione del Sud che ha più migrazione di giovani verso il Nord e l’estero, soprattutto dalla provincia di Napoli. Si tratta di giovani qualificati, con laurea e master, che vanno a contribuire allo sviluppo del Nord».

Sono il risultato di un maggiore investimento in formazione: «Li portiamo a livelli elevati e poi vanno via». Rispetto al Pil azionale, la Campania investe quasi il doppio in formazione, ma non beneficia di questo investimento sul futuro: «Il Nord Ovest ne spende la metà, ma poi fonda il suo successo sulle competenze dei nostri giovani».

Tra i bisogni maggiori, a primeggiare nella lista c’è quello economico, seguito a ruota da: occupazionale; familiare quando c’è una separazione; «crescono i problemi di salute, è diventato un lusso curarsi». Gli interventi che ne conseguono sono: aiuti materiali, ascolto approfondito, pagamento delle utenze e degli affitti, contributi per le spese finanziarie.

Il Dossier riporta anche il dato dei sussidi da Reddito di Cittadinanza: «La Campania ha il numero maggiore di beneficiari: il 15% della popolazione».

Grassini ha proseguito con l’analisi generale: «Abbiamo la speranza di vita più bassa di tutta l’Italia. In Campania continua a diminuire, mentre nel resto del Paese no. E non lo si può imputare al Covid perché siamo la regione che ha registrato meno decessi».

Il coordinatore del Dossier ha messo in luce un altro dato sconfortante: «Il 56% della popolazione ha visto peggiorare le sue condizioni rispetto alla famiglia di origine». Insomma, si regredisce.

Tuttavia, «non vogliamo fare terrorismo con i dati, ma vogliamo guardare al futuro con speranza. Di fronte a tante povertà diciamo che si può fare qualcosa. Lasciamo un segno di speranza».

Infatti, dopo i grafici e i numeri, il Report regionale riporta una serie di interventi portati avanti dalle Caritas diocesane. Una pagina importante è riservata proprio all’azione della Chiesa nocerino-sarnese.

Schiavone: incontrare il volto di Cristo nei poveri

Don Carmine Schiavone, delegato regionale della Caritas campana, ribatte su questo aspetto: «Mostriamo una verità che non vuole demolire, ma che intende generare un processo».

L’obiettivo della Caritas campana è: «Intercettare il Cristo nascosto tra i tanti volti che abitano anche queste pagine: i volti degli emarginati, dei migranti, dei giovani, degli anziani lasciati soli; c’è la povertà educativa. Dobbiamo essere tutti coinvolti sulla via della fraternità».

Borgomeo: «Abbiamo politiche poco attente alla natalità»

Minuziosa e pungente, ricca di spunti, l’analisi di Carlo Borgomeo della Fondazione con il Sud. Sulla natalità: «Abbiamo politiche poco attente, ritenere vecchio questo tema è pericolosissimo». Sull’immigrazione: «Il tema va affrontato al di là del mercato basso della politica». Sul Reddito di cittadinanza: «Ha scatenato una bagarre ideologica assurda».

La copertina del Dossier regionale sulle povertà 2022

Parole di elogio per l’operato delle Caritas: «Dà il doppio delle risposte rispetto alle domande che riceve, perché? Perché chi va alla Caritas non sa nemmeno inquadrare il suo bisogno; chi sta al centro di ascolto è lì per accogliere e non per sbrigare una pratica, quindi, si informa, approfondisce e dà risposte pur senza aver ricevuto domande».

Come uscirne? «Queste fragilità si risolveranno quando la mostra regione avrà raggiunto livelli di crescita tali da risolvere tutti questi problemi? No, perché il welfare a cui siamo abituati non regge più. Se non ci impegniamo a fare comunità non ci sarà sviluppo. Bisogna incominciare dai fragili, loro non devono essere solamente i destinatari. Occorre investire su di loro perché con loro si fa lo sviluppo».

Infine, un passaggio sulla questione Meridionale: «Questi dati sono anche la conseguenza della sperequazione delle risorse tra Nord e Sud. Dobbiamo cominciare da qui altrimenti non se ne esce».

Vincenzo De Luca: «Pensano di prendere i fondi per il Sud e portarli al Nord»

A questo aspetto si è collegato anche il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca. È la prima volta che il massimo esponente della giunta regionale partecipa alla presentazione del Dossier. «Registriamo una totale assenza di politiche meridionalistiche e di attenzione alla natalità».

Se l’è presa con il Reddito di cittadinanza, «una foglia di fico». La sua ricetta è: «Dare incentivi a chi investe al Sud, non far pagare i contributi. Dobbiamo avere il coraggio di scegliere una sorta di Cassa del Mezzogiorno che possa investire risorse se le istituzioni locali non riescono a farlo».

Una misura necessaria per «colmare il divario infrastrutturale, di asili nido e scuole altrimenti continueremo ad avere impoverimento della realtà meridionale».

Servono fondi: «Se non abbiamo un impegno straordinario e non ci decidiamo ad investire almeno il 60-70% del PNRR il Sud è perduto. Al momento sono bloccati 20 miliardi di euro FSC (Fondo per lo sviluppo e coesione, ndr) destinati al Sud. Stanno pensando di prenderli per portarli al Nord».

Vincenzo De Luca è pronto ad un fronte comune: «Utilizziamo questi dati per presentarli al governo. Solleviamo il problema e sfidiamo il governo ad affrontare in maniera seria il divario Nord-Sud».

Lo sguardo attento della Chiesa campana


La presentazione del 18° Dossier è stata chiusa da mons. Antonio De Luca, vescovo di Teggiano-Policastro e delegato del settore Carità della Conferenza episcopale campana.

«Il Dossier – ha detto – è una visione reale, senza allarmismi, ma che presenta dati da analizzare con una prospettiva. Il Dossier ci mette di fronte alla sproporzione delle nostre risposte, se vogliamo approntarne di natura immediata dobbiamo metterci insieme».

Il tavolo dei relatori per la presentazione del Dossier regionale sulle povertà 2022 – foto Insieme

Fare comunità, come detto anche da Borgomeo: «Il rapporto offre uno spaccato umile per migliorare la condizione di coloro che bussano alle nostre porte».

Il Vescovo, rispetto all’emergenza educativa, ha aggiunto: «Quella dell’istruzione è la dimensione da tenere presente e su cui investire».

Salvatore D’Angelo

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