La chiesa del SS. Corpo di Cristo di Nocera Inferiore

Riprendiamo la descrizione della chiesa del SS. Corpo di Cristo di Nocera Inferiore, nata come Cappella della Chiesa di San Matteo, eretta su un terreno di proprietà della Basilica di S. Giovanni in Laterano in Roma nel 1565.
Ultima Cena – Saverio Persico

 All’interno della chiesa, con pianta a tre navate divise da grandi pilastri rettangolari, troviamo ancora le tracce dell’impianto cinquecentesco e soprattutto possiamo ammirare diversi decori originali e opere pittoriche di notevole fattura.

Dalla navata laterale destra si accedeva alla cappella di San Pietro che attualmente svolge funzione di ufficio parrocchiale. Proseguendo nella navata incontriamo l’altare a lui dedicato e su di esso il dipinto raffigurante “Cristo che consegna le chiavi a San Pietro”, databile intorno alla seconda metà del ‘700. Un’opera che mostra, come del resto molta pittura della prima metà del XVIII secolo a Nocera, un’evidente appartenenza alla scuola dei Solimena.

Proseguendo, al lato destro del transetto, è presente una pregevole e controversa tela raffigurante la “Deposizione di Gesù Cristo”.

Deposizione di Gesù Cristo

La metà inferiore del dipinto è attribuibile ad Angelo Solimena, mentre a Michele Ricciardi che stranamente sigla l’opera proprio sul dipinto del Solimena è da attribuire la parte superiore della tela. Tale ipotesi è stata formulata da Tiziana Mancini che al Ricciardi ha dedicato una monografia nel2003.

In alto troviamo la raffigurazione dell’Eterno Padre circondato da angeli, una colonna spezzata che è simbolo della caducità della vita terrena e la croce che simboleggia la vita eterna. In basso il corpo di Cristo deposto, abbandonato sul grembo di Maria, è centrato tra la Maddalena e San Francesco. Un “piatto” contenente i simboli della passione richiama quello presente nella “Pietà” di Angelo Solimena del 1678.

Sulla parete di fondo della navata destra troviamo un ovale di ambito Solimensco, che rappresenta la storia del profeta Tobia a cui Dio invia l’arcangelo Raffaele come guida.

Giunti all’altare maggiore troviamo “L’Ultima Cena”, una pala della metà del ‘700, di Saverio Persico.

L’opera mostra Gesù che benedice il pane mentre sulla tavola sono poggiati un piatto con l’agnello e un calice di vino. Il pittore presenta la composizione illuminata dalla luce artificiale di una lanterna. La zona centrale del transetto è coperta da una cupola di cui gli archi racchiudono quattro vele con affreschi dei quattro evangelisti di cui oggi si conservano solo quelli di Luca, Giovanni e Matteo.

Sul lato destro dell’abside trova posto la tela, attribuita da Antonio Braca ad Angelo Solimena raffigurante “San Gennaro che intercede presso Cristo per la cessazione dell’eruzione del Vesuvio”. Sempre secondo lo studioso, Angelo Solimena attinge per questo lavoro dal giovane figlio Francesco, “un maggiore dinamismo”, visibile sia nella composizione generale dell’opera che in alcuni particolari come il movimento dato ai capelli dei puttini che animano la scena.

A sinistra, il dipinto della “Madonna in trono con bambino incoronata dagli angeli».

La porta della sagrestia, sul fondo della navata sinistra, è sovrastata da un ovale che raffigura “La cacciata degli angeli ribelli dal Paradiso” che sembra essere una copia dell’omonimo quadro di Luca Giordano.

Sempre proseguendo nella navata sinistra, verso l’uscita trovano posto due altari, sul primo vi è una tela del 1994 di G.B. Visconti della “Madonna del Rosario” mentre chiude la navata l’altare sormontato dalla tela raffigurante “San Gaetano”, opera di pregevole fattura della metà del XVII secolo.

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