La storia di Alket e Esmeralda. L’amore familiare: vocazione e via di santità

L’esperienza di Alket ed Esmeralda, due giovani di nazionalità albanese e di fede ortodossa che hanno deciso di professare la fede cattolica davanti alla comunità Regina Pacis di Angri.

Due giovani di nazionalità albanese e di fede ortodossa, cresciuti in Italia, dopo essersi stabiliti ad Angri e aver messo su la loro famiglia, hanno deciso di abbracciare appieno il nostro Credo, professando la fede cattolica davanti alla loro comunità. È la storia di Alket e Esmeralda, rispettivamente 34 e 30 anni.

Alket arriva in Italia durante l’adolescenza, vuole migliorare le proprie condizioni di vita, cerca qui ciò che il suo Paese non può offrirgli. Esmeralda invece lascia l’Albania all’età di due anni per problemi di salute; giunge in Italia attraverso la Croce Rossa. Alket si sistema ad Angri perché lì vive, già da un po’ di tempo, suo fratello.

Esmeralda viene accolta invece a Caivano, a nord di Napoli. I due si conoscono, si fidanzano e da quasi dieci anni vivono insieme ad Angri, nel territorio della parrocchia della Regina Pacis, che dal 2013 è guidata da don Antonio Cuomo.

Tra l’Albania e l’Italia, nella fanciullezza Alket ed Esmeralda completano l’itinerario della iniziazione cristiana secondo il rito ortodosso.

Ma in Italia entrano presto in contatto con un’altra realtà: «Qui in Italia siamo cresciuti in un ambiente cattolico, fin da subito abbiamo frequentato le parrocchie per partecipare alla Messa. All’inizio ci sembrava tutto uguale al rito ortodosso; soltanto in seguito ci hanno fatto notare le differenze. Crescendo qua, ci è venuto naturale seguire questa fede». Nel frattempo Alket ed Esmeralda celebrano il matrimonio civile; dopo un po’ nascono Aleandra e Arisa, che decidono di battezzare con rito cattolico. Il tempo fa maturare le loro convinzioni; i due discutono fra loro e con le loro famiglie: vogliono diventare pienamente cattolici. «Alcuni anni fa abbiamo preso questa decisione. All’inizio – confessano – non sapevamo a chi rivolgerci. Poi ci hanno spiegato quale fosse la nostra parrocchia d’appartenenza e siamo venuti da don Antonio».

Nei primi mesi del 2022 le fasi più salienti del loro “passaggio”: «Abbiamo vissuto alcuni incontri con una famiglia della parrocchia e il 3 aprile, quinta domenica di Quaresima, abbiamo fatto la professione di fede davanti alla comunità».

La vicenda dei due giovani non termina qui. Il Giovedì Santo partecipano in parrocchia alla Messa in Coena Domini presieduta dal vescovo Giuseppe, che, ripetendo il gesto del Signore Gesù, lava loro i piedi, così come ad altre coppie che si preparano a celebrare il matrimonio: «È stato bellissimo, emozionante» ammettono Alket ed Esmeralda, che intanto il 30 luglio prossimo celebreranno le nozze.

Ortodossi e cattolici sono come rami di un unico albero.

Fra le differenze principali vi è la figura del Papa, che non viene riconosciuto come guida dagli ortodossi, ma Alket ed Esmeralda lo ammirano da sempre. In particolare ammirano papa Francesco «perché esprime la pace, vuole la pace per ogni uomo e già questo, per noi, dice tanto».

La scelta e il percorso di Alket ed Esmeralda hanno suscitato la curiosità della comunità della Regina Pacis: «Tra le tematiche delle consultazioni sinodali – racconta don Antonio Cuomo – c’era anche il rapporto con le altre confessioni religiose e la vicenda di questi due giovani è stata per noi un’esperienza concreta di conoscenza. Insieme a loro anche Alessia, una ragazza moldava ortodossa, ha fatto la professione di fede davanti alla comunità. È stata un’esperienza che ci ha fatto riflettere. Alket ed Esmeralda hanno abbracciato la nostra fede innanzitutto con la partecipazione all’Eucaristia, mentre noi spesso ci sforziamo di progettare chissà cosa, trascurando l’elemento principale».

Alket e Esmeralda hanno deciso di intraprendere il nuovo corso della loro vita di fede non da singoli, bensì come famiglia. E proprio le famiglie sono state ieri al centro dell’importante appuntamento per la Chiesa universale: il decimo Incontro mondiale delle famiglie dal tema L’amore familiare: vocazione e via di santità

Antonio Pontecorvo

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