Il lavaggio nasale: consigli e indicazioni pratiche

I consigli del dottore Salvatore Guercio Nuzio, pediatra endocrinologico dell’Asl Salerno

Il lavaggio nasale consiste nell’introduzione nelle narici di una soluzione di acqua e sale e ha la finalità di “pulire” il naso e rimuovere il muco presente. È molto utile soprattutto per i neonati e i bambini che non riescono ancora a soffiarsi il naso. È indicato eseguirlo più volte al giorno e soprattutto prima delle poppate (nei lattanti), prima di dormire e prima di eseguire l’aerosol. 

Esistono molti strumenti per praticare il lavaggio nasale. Nei bambini sotto i due anni di età è consigliato l’utilizzo di una siringa (senza ago) da 2,5 ml o 5 ml o degli atomizzatori nasali (che producono micro-particelle attive). I flaconcini monouso sono meno efficaci.

Per i più grandi si possono utilizzare anche gli spray predosati o le docce nasali (rinowash). Per il lavaggio solitamente si utilizzano o soluzioni isotoniche (concentrazione di NaCl 0,9%) o ipertoniche (concentrazione di sodio cloruro principalmente al 3%) quando il bambino ha un muco più denso. Per il classico lavaggio con siringa o atomizzatore, se si tratta di un neonato o di un bambino che ha meno di un anno e mezzo, è consigliabile posizionarlo a pancia in su (posizione supina) con la testa girata di lato; inserire il beccuccio della siringa nella narice più in alto e inclinare la siringa in modo che punti verso l’orecchio dello stesso lato; inserire la soluzione in narice con decisione e alzare successivamente il bambino per tranquillizzarlo; ripetere la procedura con la seconda narice. 

Per finire, alcuni consigli: la soluzione deve essere a temperatura ambiente ma d’inverno può risultare troppo fredda per cui è bene intiepidirla; mai aspirare il muco dal naso (pericoloso e controproducente); adoperarsi per insegnare al proprio bambino, man mano che cresce, a soffiarsi il naso. È naturale e garantisce una pulizia efficace delle narici.

Salvatore Guercio Nuzio

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