Buon anno della competenza

Mescolare il buono con il vacuo, soprattutto nel campo della tutela della salute, è terribilmente pericoloso. Come difendersi?

Vuoi riparare un computer? Vai dal salumiere. Vuoi cambiare le gomme all’automobile? Vai da un cardiologo. Vuoi acquistare un bel gioiello per la consorte? Vai dal farmacista. Vuoi organizzare un bel viaggio? Chiedi al fruttivendolo.

Stramberie illogiche? Di per sé lo sono, ma non nel mondo d’oggi, dove tutto è sovvertito e qualche svampito comincia davvero a pensare che la terra sia piatta, Cristoforo Colombo il protagonista di un romanzo fantasy e la Nina, la Pinta e la Santa Maria tre amiche che amano il mare. Che conta studiare ore, mesi e anni se puoi trovare tutto sul web? Carichi un motore di ricerca, inserisci la tua richiesta e, in pochi secondi, hai la tua risposta servita su uno schermo d’argento.

Se dovessimo pensare a come possa essere il 2022 nei nostri desideri non viene alla mente parola migliore che “competente”. Altro che sereno o felice. Vogliamo un anno competente. Il medico curi le persone, l’avvocato le difenda in giudizio, il giornalista scriva secondo verità (almeno ci provi!), lo scrittore ci delizi con i suoi libri, il salumiere solletichi il palato con i suoi stagionati, il prete ci doni “le cose di Dio”, il cantante stilli melodie dalla sua ugola, il pianista suoni Beethoven o Bach.

Non se ne può davvero più di persone che dispensano consigli senza avere alcuna conoscenza della questione, ancor di più non se ne può di chi elargisce pareri medici su cure e vaccini avendo trovato la verità (?) in quel mare magnum del web (il più delle volte ingannevole e infido). Nella grande Rete tutto diventa uguale e il grande medico finisce per essere parificato, almeno agli occhi di una certa opinione pubblica più infatuabile, al primo che sproloquia su dati, medicine, cure. Un grande impasto che mescola il buono con il vacuo. Questo, soprattutto nel campo della tutela della salute, è terribilmente pericoloso.

Una volta il medico condotto era l’uomo più insigne del paese. Dietro gli occhialini tondi nascondeva le notti passate sui libri e, nella sua valigetta, celava stetoscopio e blocchetto per le ricette, strumenti per salvare la vita ai cristiani. Si accoglieva in silenzio e gli si offriva il caffè, se ne misurava lo sguardo accigliato o il viso sollevato, se ne interpretavano borbottii o mugugni, meglio ancora esclamazioni di compiacimento. E, quando prescriveva medicine o diete, nessuno si sognava di sollevare obiezioni. Lo aveva detto il medico e questo bastava. La grande “università” del web, con i suoi diplomi di laurea facili facili, non era stata ancora aperta. (Per quanto mi riguarda non so ancora dove sia esattamente il fegato e dove il colon e, quando il medico di famiglia me lo chiede, mi limito a indicare col dito il punto dolente. Mi fa male qui).

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