L’aerosolterapia: breve guida pratica

I consigli del dott. Salvatore Guercio Nuzio nella rubrica “Il pediatra risponde”.

L’aerosolterapia è un trattamento che aiuta a mantenere libere e pulite le vie respiratorie. I farmaci utilizzati con questa tecnica vengono trasformati in una “nebbiolina” – chiamata appunto aerosol – che, una volta respirata, raggiunge direttamente bronchi e polmoni. 

Al giorno d’oggi, i genitori considerano spesso l’aerosolterapia come una panacea, una sorta di rimedio universale per i malanni stagionali e la utilizzano anche quando non è utile né necessaria. È quindi indispensabile chiedere il parere del medico prima di utilizzarla. In linea di massima, l’aerosolterapia non è utile nelle affezioni delle alte vie aeree (può provocare frequentemente un aggravarsi di sintomi aspecifici quali la tosse catarrale) mentre può risultare molto efficace nella terapia dell’asma bronchiale, della bronchiolite, della broncopolmonite e di molte altre malattie dei polmoni. 

Somministrare i farmaci con aerosolterapia ai bambini non è sempre facile: possono infastidirsi a causa della mascherina oppure del rumore che proviene dall’apparecchio. I farmaci dovrebbero essere somministrati quando il bambino è calmo e con un respiro tranquillo.

Non è consigliata la somministrazione durante il sonno, perché la respirazione è superficiale e l’aerosol non arriverebbe alle diramazioni più piccole dell’albero bronchiale (i bronchioli).

I dispositivi per la somministrazione dell’aerosolterapia possono essere facilmente contaminati da agenti microbici (per es. batteri o virus) e, quindi, aumentare il rischio di infezioni. È pertanto indispensabile la pulizia del nebulizzatore dopo ogni trattamento, perché più viene lasciato sporco, più sarà difficile pulirlo e più potrà essere contaminato.

Salvatore Guercio Nuzio

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