Presenza di cromo nel Solofrana: scattano i divieti

Il sindaco di Nocera Inferiore, Manlio Torquato, ha emesso un’ordinanza che vieta l’uso di acqua per irrigare e la coltivazione lungo l’argine del torrente
Il tratto finale del torrente Solofrana alla confluenza nell’Alveo comune nocerino (foto Salvatore Alfano)
Manlio Torquato

«Presenza di cromo a concentrazione potenzialmente superiore allo standard di qualità ambientale»: scatta il campanello di allarme a Nocera Inferiore. I risultati dei prelievi effettuati dall’Arpac al ponte di via Aurelio Bosco Lucarelli e comunicati al Comune hanno spinto il sindaco ad emettere una ordinanza che riguarda le aree a ridosso del torrente Solofrana, afflluente del fiume Sarno. Dati inequivocabili che attestano la pericolosità del fiume.

Il primo cittadino Manlio Torquato ha firmato un’ordinanza che vieta «ad horas, in via prudenziale e fino a successivo provvedimento, il divieto assoluto delle pratiche agronomiche ed il pascolo delle superfici inquinate nell’area di rispetto fluviale» ricadente nel territorio nocerino. Si tratta della porzione di suolo compresa nei 150 metri dall’argine spondale. Il sindaco ha pure stabilito il «divieto assoluto di attingimento delle acque, sia per scopo irriguo che per dissetare mandrie e greggi e per qualunque altro scopo». Il tratto interessato è quello «del fiume Solofrana interessante il territorio comunale di Nocera Inferiore».

I prelievi 2021

Non è la prima volta che il sindaco emette un simile provvedimento. Anzi, si tratta di una decisione che si ripete fin troppo spesso, segno che le acque del torrente Solofrana sono fortemente compromesse. Nell’ordinanza emessa giovedì 11 novembre sono citati ben nove prelievi effettuati nel 2021 e solo in due casi non è richiamata esplicitamente la presenza di cromo.

Ad eccezione, dunque, dei prelievi del 22 febbraio e del 23 marzo 2021, poi a seguito dei prelievi del 12 aprile, 26 aprile, 30 luglio, 27 agosto, 30 agosto, 1 settembre e 25 ottobre è sempre rilevata la «presenza di cromo a concentrazione potenzialmente superiore allo standard di qualità ambientale» in riferimento al valore medio annuo riportato nelle tabelle ministeriali. Il sindaco Torquato si era espresso per il divieto già in due precedenti occasioni: il 18 dicembre 2019 ed il 14 agosto 2020.

I precedenti

Nei due casi precedenti il divieto non era limitato al torrente Solofrana, ma interessava anche il Cavaiola e l’Alveo comune nocerino. Un provvedimento inevitabile se si considera la pericolosità della sostanza rinvenuta attualmente a Nocera Inferiore, ma in passato in molte altre occasioni lungo tutto il tratto del Solofrana. Il cromo è una sostanza chimica utilizzata anche nell’industria conciaria. Al pari di altri metalli pesanti come cadmio, nickel e piombo, il cromo è un componente che a contatto con l’organismo umano aumenta esponenzialmente l’insorgenza di tumori.

Il ruolo dei comitati

I comitati civici ed ambientali chiedono da tempo azioni concrete per il risanamento del fiume e il contrasto dell’inquinamento, specialmente da fonti industriali. Due settimane fa il gruppo Controcorrente mise in scena il funerale del fiume Sarno, marciando silenziosamente per le strade del centro di Nocera Inferiore fino al ponte di via Bosco Lucarelli dove sono stati effettuati i prelievi di acqua con la presenza di cromo.

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