“Una Chiesa che fa strada insieme”, domenica si apre il cammino sinodale

Al via la fase diocesana del processo sinodale. Domenica mons. Giudice presiederà la celebrazione presso la Concattedrale di Sarno

“Una Chiesa che fa strada insieme”, così si legge nel messaggio inviato dal vescovo mons. Giuseppe Giudice ai parroci della Diocesi Nocera Inferiore-Sarno in occasione dell’apertura del cammino sinodale che accompagnerà la chiesa italiana fino al 2025.

Il primo appuntamento è per domenica 17 ottobre alle ore 16.30 presso la Concattedrale di San Michele Arcangelo di Episcopio in Sarno.

“Per una Chiesa sinodale – ricorda Mons. Giudice – comunione, partecipazione, missione: sarà il tema che ci accompagnerà negli anni a venire, per rivedere la nostra pastorale, con tappe e momenti che saranno indicati di volta in volta”.

La celebrazione di domenica tiene conto delle disposizioni anti contagio e diffusione del Covid-19, per questo l’accesso al Duomo sarà contingentato e riservato e oltre ai sacerdoti potranno accedere i diaconi, un rappresentante laico per ogni parrocchia, i membri dell’USMI (vita religiosa femminile), tre religiosi non parroci e i membri della Consulta laicale.

Un nuovo modo di vivere il Sinodo dei vescovi. La fase diocesana

Non si limiterà, infatti, soltanto al momento assembleare che raccoglie i pastori intorno al Papa, come avvenuto in passato. La grande novità è la consultazione prima in tutte le diocesi, poi nei continenti attraverso le conferenze episcopali che precederà l’incontro in Vaticano.

L'altare della Concattedrale con la raffigurazione di San Michele Arcangelo.

La fase diocesana in programma fino ad aprile 2022 è una «consultazione del popolo di Dio», come indicato dalla costituzione apostolica Episcopalis communio di papa Francesco pubblicata il 15 settembre 2018 che “trasforma” il Sinodo dei vescovi. Si tratta della fase di ascolto “dal basso” della gente ed è la principale novità introdotta dalla riforma del Sinodo dei vescovi voluta dal Papa.

Il Messaggio della Cei

“Le nostre Chiese in Italia – spiegano i Vescovi nel Messaggio – sono coinvolte nel cambiamento epocale; allora non bastano alcuni ritocchi marginali per mettersi in ascolto di ciò che, gemendo, lo Spirito dice alle Chiese. Siamo dentro le doglie del parto. È tempo di sottoporre con decisione al discernimento comunitario l’assetto della nostra pastorale, lasciando da parte le tentazioni conservative e restauratrici e, nello spirito della viva tradizione ecclesiale – tutt’altra cosa dagli allestimenti museali – affrontare con decisione il tema della “riforma”, cioè del recupero di una “forma” più evangelica; se la riforma è compito continuo della Chiesa (“semper purificanda”: Lumen Gentium 8), diventa compito strutturale, come insegna la storia, ad ogni mutamento d’epoca”.

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