Caritas in dialogo con il ministro Orlando

Presentato stamattina il Rapporto Caritas sulle politiche contro la povertà e il Reddito di Cittadinanza. L’appuntamento presso la sede di Caritas italiana a Roma. Presente il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Andrea Orlando.

Caritas in dialogo con il ministro Orlando per la lotta alla povertà. Presentato stamattina il Rapporto Caritas sulle politiche contro la povertà, presso la sede di Caritas italiana a Roma, alla presenza del ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Andrea Orlando. Il dato più eloquente è che nel 2020 sono aumentate del 43% le domande per accedere al Reddito di Cittadinanza. Lo ha annunciato stamattina Caritas italiana nel suo Rapporto sulle politiche contro la povertà, giunto alla sua sesta edizione. Lo studio, partito da un monitoraggio sul Reddito di Cittadinanza, ha evidenziato i punti di forza e di debolezza di questo strumento di contrasto alla povertà, tanto criticato dal dibattito pubblico.

«Dobbiamo occuparci sapientemente dei poveri – ricorda don Francesco Soddu, direttore di Caritas italiana, durante la presentazione di stamattina – e cogliere l’invito del Papa di guardare la realtà con i loro occhi. È quello che abbiamo cercato di fare con questo studio. Oggi più che mai l’Italia ha bisogno di un sostegno alla povertà, ma questi strumenti vanno anche riordinati nella logica della ragionevolezza».

Il Rapporto, che si compone di sei parti, presenta le varie sfaccettature del RdC, dal profilo dei beneficiari all’inclusione lavorativa degli stessi, proponendo misure correttive allo strumento.

Don Francesco Soddu, direttore di Caritas italiana
Le misure correttive proposte dalla Caritas

Cristiano Gori, docente dell’Università di Trieste e responsabile scientifico di Caritas italiana, ha proposto un’agenda per il riordino del RdC, partendo dalla necessità di mantenere uno strumento di contrasto alla povertà. «Solo il 44% dei poveri riesce ad accedere al Reddito di Cittadinanza – spiega il prof. Gori – è quindi necessario migliorare la capacità di intercettare i veri poveri».

Diversi i suggerimenti per riequilibrare uno strumento tanto importante:

  • Rivedere i criteri di accesso, soprattutto per le famiglie straniere (4 famiglie su 10 sono escluse dalla possibilità di richiedere il RdC);
  • Prendere in considerazione l’Isee corrente, per una fotografia più reale della condizione economica del richiedente;
  • Ridurre il tasso dei falsi poveri, restringendo i criteri di accesso per i nuclei composti da una o due persone;
  • Innalzamento della soglia del patrimonio mobiliare, perché non si può pensare di uscire dalla soglia di povertà se non è permesso avere risparmi;
  • Scala di equivalenza per famiglie molto numerose;
  • Possibilità di cumulare il RdC con i redditi da lavoro, mediante work benefict, per incentivare la ricerca di occupazione;
  • Eliminare l’obbligo di spesa totale dell’importo nel mese di ricezione, permettendo così ai beneficiari di poter conservare dei risparmi.
La reazione del Ministro
on. Andrea Orlando

Analisi che in molti punti ha trovato d’accordo l’on. Andrea Orlando, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali.

«Se adesso decidessimo di sospendere il Reddito di Cittadinanza saremo uno dei pochissimi Stati a non avere uno strumento di contrasto alla povertà ed è impensabile – ha tranquillizzato il Ministro – ma dobbiamo interrogarci sul perché il 56% dei poveri è escluso dalla misura. Il target non è pienamente centrato, ne siamo consapevoli. È questo il momento di intervenire, con la semplificazione delle modalità della domanda e della sua presa in carico, rivalutando il ruolo dei Centri per l’Impiego, legare maggiormente questo strumento alla formazione, degli adulti ma anche dei ragazzi, perché si è vista l’incidenza del RdC con territori dove è molto alta anche la dispersione scolastica. Insomma, non si deve buttare il bambino con l’acqua sporca».

D’accordo il Ministro anche con l’eliminazione dell’obbligo di spesa totale: «Non ne vedo la ratio, dobbiamo permettere di poter risparmiare».

Uno studio, quello di Caritas italiana, che non ha solo analizzato numeri statistici, ma che ha fatto tesoro del “sapere” delle tante persone impegnate nell’operatività attraverso i centri di ascolto.

«Ringrazio la Caritas per questo studio – ha sottolineato il ministro Orlando – perché ha saputo dare un’anima ai numeri e arriva in un momento molto particolare del dibattito politico».

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