Gesti di amore, bellezza e carità per accogliere Gesù

L’invito del vescovo durante la Messa della Domenica delle Palme presieduta nella Concattedrale di San Michele Arcangelo di Sarno
L’altare della Concattedrale con la raffigurazione di San Michele Arcangelo

Gesti di amore, bellezza e carità per accogliere Gesù: lo ha detto il Vescovo durante la Santa Messa della Domenica delle Palme. Mons. Giuseppe Giudice ha presieduto la solenne celebrazione nella Concattedrale di San Michele Arcangelo di Sarno.

La Celebrazione della Domenica delle Palme nella Concattedrale

Lo scorso anno il Pastore della Chiesa nocerino-sarnese sarebbe dovuto essere proprio ad Episcopio, ma la pandemia stravolse i piani. Quest’anno l’appuntamento non è mancato, nel rispetto delle normative e dei protocolli anti diffusione e contagio da Covid-19.

Ad accogliere il vescovo Giuseppe la comunità guidata da mons. Antonio Calabrese, che ha animato con attenzione e gioia la solenne liturgia.
All’inizio dell’omelia, mons. Giudice ha ricordato che «agitiamo rami di ulivo e palme, stendiamo i mantelli, ma lo facciamo consapevoli del momento difficile». «Rispetto allo scorso anno – ha continuato – abbiamo fatto un passo avanti, ci attende l’ultimo miglio da percorrere con grande attenzione e responsabilità».
Aspetti che le comunità parrocchiali hanno finora dimostrato, osservando quanto stabilito ad ogni livello. La Domenica delle Palme apre la Settimana Santa, «giorni santi che ci fanno allargare lo sguardo verso i luoghi di sofferenza dove la passione di Cristo continua».

Richiamando l’odierna Parola di Dio, il Vescovo ha continuato: «Il Vangelo di oggi si apre e si chiude con due gesti profumati di carità».
C’è la donna che rompe un vaso contenente olio profumato, un «gesto che anticipa l’unzione del corpo della sepoltura, ma è soprattutto un gesto di amore». «Abbiamo bisogno di rompere con la consuetudine e accogliere Gesù», ha esortato il Pastore.
Ma poi c’è la richiesta di Giuseppe di Arimatea di prendere il corpo di Gesù, per deporlo nel sepolcro: «Gli dà l’ultima carezza, un gesto bellissimo che facciamo anche noi con i nostri cari per l’ultimo saluto. Anche a noi sono chiesti gesti di amore, bellezza e carità per accogliere Gesù». Tra questi due gesti si pone il Credo, il centurione che dopo la morte di Gesù afferma “Veramente era il Figlio di Dio”.

«Gesù – ha concluso il Vescovo – attende gesti come questi per profumare le nostre chiese, le nostre strade, le nostre case. In questa settimana i nostri gesti di amore siano rivolti verso di Lui: sarà adorazione, preghiera, accogliere qualche nostra difficoltà o quella di un fratello, stare accanto ai piccoli».
«Seguiamo Gesù nella sofferenza e saremo con lui nella gloria», la speranza indicata da mons. Giuseppe Giudice.

Sa. D’An.

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